29 novembre 2022
Aggiornato 17:30
Governo Meloni

Nel colloquio Draghi-Meloni (inusualmente lungo) Ucraina, energia, bollette e manovra

Dopo le foto di rito nella Sala dei Galeoni, i due si sono ritirati nel salottino giallo dello studio del presidente per un colloquio, di fronte a due caffè, che è stato inusualmente lungo: un'ora faccia a faccia, senza collaboratori.

Mario Draghi e Giorgia Meloni
Mario Draghi e Giorgia Meloni Foto: Filippo Attili Palazzo Chigi

Un Mario Draghi «quasi affettuoso», come dicono a Palazzo Chigi, ha accolto Giorgia Meloni per il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo governo. Una 'transizione' per niente formale, testimoniata dalla lunghezza dell'incontro tra i due.

Il premier uscente ha ricevuto Meloni sullo Scalone d'onore del Palazzo. «Come stai?», le ha chiesto, come a volerla rincuorare per l'emozione che lei stessa ha ammesso: il picchetto d'onore è stata «una cosa un po' impattante emotivamente», ha confidato la leader di Fdi, mimando con le mani un gesto per esprimere l'emozione. Al che il premier le ha stretto la mano, dandole poi un rincuorante buffetto sulla spalla.

Dopo le foto di rito nella Sala dei Galeoni, i due si sono ritirati nel salottino giallo dello studio del presidente per un colloquio, di fronte a due caffè, che è stato particolarmente e inusualmente lungo: un'ora faccia a faccia, senza collaboratori. Parallelamente, nella stanza vicina, si vedevano il sottosegretario uscente alla Presidenza Roberto Garofoli e il suo successore Alfredo Mantovano, che già nelle ore precedenti avevano avuto un confronto. Dopo un'ora Garofoli e Mantovano si sono poi uniti a Draghi e Meloni, trattenendosi altri venti minuti.

I temi dell'incontro non si conoscono nel dettaglio, ma secondo quanto si apprende, nel colloquio vis-à-vis, l'ex banchiere e la premier hanno affrontato i grandi temi internazionali, a partire dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica. A questo proposito, Draghi ha spiegato l'esito del Consiglio europeo di Bruxelles, che ha dato il via a un pacchetto di misure che comprende il price cap sul gas. Un accordo, però, che deve essere tradotto in atti concreti, per il quale c'è ancora molto da lavorare. Per questo, nel Cdm, è stato deciso che il nuovo governo si avvarrà del ministro uscente della Transizione ecologica Roberto Cingolani come consulente a titolo gratuito: avendo seguito passo passo il dossier conosce nel dettaglio tutte le tecnicalità degli strumenti da utilizzare.

Tra gli altri temi sul tavolo, secondo quanto si apprende, anche la Libia, i rapporti con la Russia e con la Cina. Proprio le relazioni strategiche con Pechino sono state uno dei temi al centro del summit di Bruxelles: «Non dobbiamo ripetere l'errore fatto con Mosca», aveva ammonito Draghi venerdì. Sicuramente si sarà parlato anche di Europa, dei rapporti con i partner e degli sviluppi dell'Unione.

Negli ultimi venti minuti dell'incontro, quando si sono aggiunti Garofoli e Mantovano, secondo quanto si apprende, sono invece stati affrontati i temi concreti, a partire dal caro-bollette, dall'attuazione del Pnrr e dalla legge di bilancio che quest'anno dovrà essere scritta a tempi di record. L'impianto tecnico è stato già messo a punto dal Mef, ma deve essere completato. Però, spiega un ministro, «credo che sarà una manovra molto tecnica. Le risorse sono quelle che sono e i tempi strettissimi, gli interventi più complessi saranno fatti in seguito».

Al termine Meloni ha presieduto il primo Consiglio dei ministri e quindi si è ritirata a lavorare nell'appartamento del presidente del Consiglio, studiando i dossier insieme ai più stretti collaboratori, tra cui il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e il senatore Giovanbattista Fazzolari, uno dei suoi più ascoltati consiglieri.

(con fonte Askanews)