26 settembre 2022
Aggiornato 23:30
Partito Democratico

Fra rinvii scontri e rinunce il PD vara le candidature. Crisanti new entry

Via libera in notturna dalla direzione convocata tre volte con 5 astensioni e 3 contrarti. Lotti resta fuori, Cirinną rifiuta la candidatura. Il segretario dem, Enrico Letta: «Ho chiesto sacrifici ad alcuni»

Il Segretario del PD, Enrico Letta
Il Segretario del PD, Enrico Letta Foto: Agenzia Fotogramma

Con tre voti contrari, cinque astensioni e diverse rinunce in arrivo la direzione del Pd riunita per quasi tre ore a cavallo delle mezzanotte di Ferragosto ha approvato le liste di candidature al Parlamento alle elezioni del prossimo 25 settembre. Convocata inizialmente alle 11 del mattino, la riunione è slittata a notte con tre convocazioni (alle 15, alle 20, alle 21,30) successivamente aggiornate fino ad avere inizio intorno alle 23,30.

Tanto non è servito per far rientrare i casi delle due esclusioni che più hanno fatto rumore in questi giorni. La senatrice uscente Monica Cirinnà, protagonista delle battaglie per diritti e libertà personale e difesa a spada tratta dalla comunità Lgbt, è stata una dei tre voti contrari in direzione alla proposta di Letta, rifiutando la candidatura incerta al Senato che la direzione le aveva assegnato. «La mia avventura parlamentare finisce qui. Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente in due sondaggi, sono territori inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra. Evidentemente per il Pd si può andare in Parlamento senza di me, è una scelta legittima. Resto nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori».

Del pari il costituzionalista Stefano Ceccanti, capogruppo uscente in commissione Affari costituzionali della Camera, ha smentito seccamente di aver accettato la candidatura a lui offerta. » Leggo con stupore dalle agenzie che sarei candidato numero 4 al proporzionale a Firenze-Pisa.La notizia è destituita di qualsiasi fondamento come ben sa il segretario Letta. Spiegherò nel dettaglio», ha messo nero su bianco. Non risulta candidato Luca Lotti, l'ex fratello siamese di Matteo Renzi non trasmigrato in Italia Viva, per il cui possibile bis si erano spesi in molti nella corrente di Base Riformista guidata dal ministro Lorenzo Guerini di cui Lotti è fra i più autorevoli dirigenti.

A fronte di chi esce, fra le new entry Pd, si registra la candidatura del virologo molto noto al pubblico tv Andrea Crisanti capolista per gli Italiani all'estero nella circoscrizione Europa. Mentre la lista approvata dalla direzione ratifica le annunciate candidature del segretario Enrico Letta da capolista alla Camera sia in Lombardia che in Veneto e di Carlo Cottarelli capolista al Senato a Milano. Con quattro capilista under 35 nelle varie aree del Paese (Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino) come preannunciato da Letta a testimonianza concreta di spazio e attenzione che il Pd intende dare alle politiche per i giovani.

«Termino questo esercizio - ha dichiarato Enrico Letta - con un profondo peso sul cuore per i tanti no che ho dovuto dire. Peso politico e umano. Ma la politica è questo: assumersi la responsabilità. Ho chiesto personalmente sacrifici ad alcuni e mi è pesato tantissimo. Volevo ricandidare tutti gli uscenti ma era impossibile. Potevo imporre i miei ma ho cercato di comporre un equilibrio, perché il partito è comunità. Quattro anni fa - non ha mancato di stilettare Renzi - il metodo di chi faceva le liste era 'faccio tutto da solo. Invece io ho cercato di comporre un equilibrio e il rispetto dei territori è stato tra i criteri fondanti delle scelte. Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti ma era impossibile a causa del taglio dei parlamentari ma anche per esigenze di rinnovamento».

(con fonte Askanews)