30 novembre 2021
Aggiornato 18:30
Centrodestra

Francesca Donato lascia la Lega: «Salvini in minoranza, comanda Giorgetti»

L'europarlamentare: «Scissione? Molte scelte del governo non condivise dalla base. FdI? Va riconosciuto a Giorgia Meloni di aver mostrato coraggio e lungimiranza non entrando al Governo»

Francesca Donato, ex Europarlamentare della Lega
Francesca Donato, ex Europarlamentare della Lega Facebook

La linea del no al green pass, «pur condivisa da larga parte della base» della Lega, «è diventata minoritaria: prevale la posizione dei ministri, con Giancarlo Giorgetti, e dei governatori. Io non mi trovo più a mio agio e tolgo tutti dall'imbarazzo». Lo spiega l'europarlamentare Francesca Donato, che lascia la Lega dopo il via libera del Carroccio all'estensione del green pass.

Un disagio di cui Donato assicura di aver parlato «puntualmente a Matteo Salvini», il quale però «si trova in una posizione delicata. Rappresenta un partito con diverse anime, ma c'è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi. Il segretario ha cercato di dare forza a quanti come me giudicano che le decisioni sul Green Pass siano sproporzionate e inadeguate. Salvini ha dovuto mediare, ma a un certo punto si è fermato, non giudico il suo lavoro».

Insomma, il segretario è finito in minoranza? «Beh, almeno all'interno della segreteria del partito pare che sia così», anche perchè «non sono state poste condizioni chiare» per la permanenza nel governo «e molte scelte del governo non sono state condivise dalla base elettorale».

L'esito dunque potrebbe essere una scissione? «Non pensate che le voci contrarie alla linea pro-governo, fra gli eletti, siano sono quelle di Borghi, Bagnai o Siri. C'è un forte dissenso interno che, laddove non sarà composto, non potrà che emergere: potrà verificarsi pure una scissione».

Per ora nessun passaggio a FdI: «Lascio la Lega ma resto nel gruppo di Identità e democrazia, ho contatti con altre delegazioni straniere contrarie al Green Pass. Intendo restare indipendente, finché c'è l'emergenza Covid, poi vedremo. Fdi? Va riconosciuto a Giorgia Meloni di aver mostrato coraggio e lungimiranza non entrando al governo...».

Fedriga: «Uscita Donato? Nella Lega non c'è spazio per no vax»

«Non dobbiamo tradurre anche l'epidemia in una lotta tra bande. Dobbiamo convincere i cittadini a vaccinarsi, ma senza condannare chi ha paura altrimenti rischiamo di schiacciarlo verso la parte no vax. Nel primo partito d'Italia è normale che ci siano correnti diverse, ma dentro la Lega non c'è spazio per i no vax».

Ospite di Radio Capital Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della conferenza delle regioni, commenta l'uscita dalla Lega dell'eurodeputata no vax Francesca Donato. «Non sono per l'obbligo vaccinale, potrebbe avere l'effetto contrario. Con l'obbligo per i sanitari non abbiamo avuto il 100% dei vaccinati. È uno strumento semplice, ma il risultato non si raggiunge. Noi non dobbiamo nascondere quello che dicono i no vax, dobbiamo smentirli».

Sulle critiche di Salvini alla ministra Lamorgese Fedriga difende il segretario della Lega: «Si è preso la responsabilità di essere parte del governo, quindi ha il dovere di segnalare ciò che è da migliorare. Nel nostro programma è importante il controllo delle frontiere. Mi ricordo che prima di Salvini al Ministero degli Interni, si diceva che l'immigrazione era un fenomeno storico che non poteva essere fermato. Salvini da ministro lo ferma e allora si è detto che era la conseguenza di una politica precedente. È andato via Salvini e sono ripresi gli sbarchi. Allora o Salvini è fortunato o effettivamente si possono mettere in atto politiche per fermare l'immigrazione clandestina».