3 agosto 2021
Aggiornato 07:00
Caos M5S

La mossa di Grillo: «Sospeso il voto sul direttivo»

Il garante del Movimento 5 Stelle fa il suo rilancio. Un tentativo di mediazione che coinvolge un organismo con gli esponenti più autorevoli (ministri, capigruppo, membri dei comitati di gara)

Vito Crimi con Beppe Grillo
Vito Crimi con Beppe Grillo ANSA

«Oggi ho ricevuto dai gruppi parlamentari una richiesta di mediazione in merito agli atti che dovranno costituire la nuova struttura di regole del MoVimento 5 Stelle (Statuto, Carta dei valori, Codice Etico). Ho deciso quindi di individuare un comitato di sette persone che si dovrà occupare delle modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori della nostra comunità»: è quanto si legge sull'account Facebook di Beppe Grillo.

«Il comitato sarà composto dal presidente del comitato di garanzia Vito Crimi, dal capogruppo della camera Davide Crippa e del senato Ettore Licheri, dal capogruppo in parlamento europeo, Tiziana Beghin, da un rappresentate dei ministri, Stefano Patuanelli, da Roberto Fico e Luigi Di Maio», ha precisato il garante del M5S. «Il comitato dovrà agire in tempi brevissimi. La votazione sul comitato direttivo è quindi sospesa», ha concluso.

Spadafora: «Conte ci ha diviso, chi esce lasci gli incarichi»

«Auspico ancora l'unità, ma abbiamo la responsabilità di porre presto fine a questo scontro con una soluzione definitiva, per concentrarci sui problemi dei cittadini». A parlare è Vincenzo Spadafora, deputato del Movimento 5 Stelle,già ministro per le Politiche giovanili e Sport nel secondo governo Conte. Intervistato dal Corriere della Sera sulla frattura nel Movimento 5 Stelle e l'uscita di molti pronti a seguire l'ex premier, Giuseppe Conte, dopo lo scontro con il garante Beppe Grillo, Spadafora a proposito dell'ex presidente del Consiglio spiega: «Conte è stato un ottimo presidente, apprezzato in Italia e all'estero, ha accompagnato il Paese nel momento più difficile con prudenza e saggezza. Fare il leader politico, però, è un altro mestiere».

«In questi quattro mesi - attacca il deputato grillino - ha impostato male il piano politico. Ci ha diviso decidendo di incontrare solo alcuni, senza un processo ampio di partecipazione democratica della base, ma anche del gruppo alla Camera. Non sapere cosa stesse accadendo ha alimentato solo confusione». «Ciascuno - aggiunge Spadafora in merito al ruolo svolto da Grillo nello scontro con Conte - ha una quota di responsabilità. La chiusura di Conte ha creato molti malumori, in conferenza stampa ha chiesto il voto su un testo chiuso che nessuno di noi aveva letto. Si costruisce così un movimento politico?».

Per Spadafora i parlamentari eletti con il Movimento dovrebbero lasciare gli incarichi nel caso seguano Conte che si appresta a fondare un suo partito: «Già in passato ex presidenti del Consiglio hanno pensato che la popolarità bastasse a fondare un partito. Non è mai andata bene. I partiti nati in Parlamento sono storicamente morti con le elezioni. Se si arriverà ad una divisione sarà una scelta non facile, anche perché chi esce dovrebbe per decenza dimettersi dai propri incarichi».

Renzi: «Chi diceva che M5s era riferimento dica che ha sbagliato»

Chi aveva indicato in Giuseppe Conte il «riferimento del mondo progressista» dovrebbe riconoscere di avere sbagliato. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi nella sua enews. «Il Movimento Cinque Stelle che abbiamo visto finora non esiste più. Conte e Grillo se le stanno dando di santa ragione. Si inventeranno una fragile tregua e poi ripartiranno a litigare».

Aggiunge Renzi: «Spero che chi fino a qualche settimana fa ci spiegava che i Cinque Stelle erano il futuro e che Conte era il riferimento del mondo progressista possa quantomeno smettere di fare certe affermazioni: non dico chiederci scusa e darci ragione, questo sarebbe impossibile. Mi accontenterei di vedere chi ha fatto la morale in questi mesi riconoscere, semplicemente, di avere sbagliato tattica e strategia. Lo slogan 'o Conte o niente' ce lo ricordiamo?».