3 agosto 2021
Aggiornato 06:00
MoVimento 5 Stelle

Grillo liquida Conte: «Lui non può risolvere i problemi del M5s»

E lo fa riabbracciando Davide Casaleggio, tornando alla piattaforma Rousseau per sbloccare l'impasse del M5s: lì si terrà la votazione per il Comitato Direttivo

Giuseppe Conte e Beppe Grillo
Giuseppe Conte e Beppe Grillo ANSA

Una «illusione», un «falso mito», «senza visione politica nè capacita manageriali». Beppe Grillo liquida così Giuseppe Conte, boccia lo «statuto seicentesco» elaborato dall'avvocato, rifiuta per il Movimento Cinque Stelle quella che definisce una trasformazione in partito «unipersonale», il contrario della democrazia diretta. E lo fa riabbracciando Davide Casaleggio, tornando alla piattaforma Rousseau per sbloccare l'impasse del M5s: lì si terrà la votazione per il Comitato Direttivo. Proprio la soluzione prospettata da Casaleggio ormai un mese fa, il 1 giugno.

Chi aveva sperato in una mediazione, si trova ora spiazzato. Le condizioni dettate da Conte vengono spazzate via una ad una dal fondatore del M5s, che per l'"avvocato del popolo» ha solo parole sprezzanti: «Conte, mi dispiace, non potrà risolvere» i problemi del M5s «perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione. Io questo l'ho capito, e spero che possiate capirlo anche voi».

Alla trasformazione prospettata ieri nella conferenza stampa al Tempio di Adriano, Grillo risponde quindi con un ritorno alle origini, «come una famiglia, come una comunità che impara dagli errori e si mette in gioco senza rincorrere falsi miti, illusioni o principi azzurri che possano salvarla». Una votazione dunque ci sarà, ma non quella auspicata dall'ex premier, sul suo progetto di statuto, ma per eleggere il nuovo Comitato Direttivo, sulla piattaforma storica di Rousseau.

Tace per ora Conte, tacciono i big Cinque Stelle. Si rifà avanti chi aveva lasciato il M5s, come Nicola Morra, che si mette a disposizione per il nuovo Direttivo. E domani si terrà un'assemblea dei deputati, a fine dei lavori d'aula. Con il rischio scissione ora concreto, in attesa della risposta di Conte: ieri aveva negato di aver predisposto un 'Piano B' in caso di rottura, ora si vedrà cosa vorranno anche i tanti parlamentari che avevano rotto con Casaleggio e Rousseau.