22 settembre 2021
Aggiornato 11:00
Centrosinistra

Letta: «Voglio le riforme, se Salvini ci sta facciamole insieme»

Il Segretario del PD, Enrico Letta: «Conte è il mio interlocutore nei Cinque Stelle. Tassa successione è parte riforma complessiva fisco». Tinagli: «Giusto tassare eredità ma escludiamo rami d'azienda»

Mario Draghi ed Enrico Letta
Mario Draghi ed Enrico Letta ANSA

«Io non voglio creare problemi a Draghi e a questo governo. Se quindi Salvini ci sta a fare le riforme che dice il Recovery facciamo le riforme. Il nostro obbiettivo è quello». Lo afferma il segretario del Pd, Enrico Letta, parlando a 'Che tempo che fa' su Raitre, cercando di non approfondire il solco nella maggioranza fra il suo Pd e la Lega di Matteo Salvini.

Quanto al rapporto con i Cinque Stelle, «il mio interlocutore - risponde sena incertezze il segretario del Pd- è Giuseppe Conte» con il quale «il rapporto è molto positivo» come «positivo è il mio giudizio sul secondo governo Conte». D'altra parte, osserva Letta, «noi dobbiamo accompagnare bene questa evoluzione».

«Mai più al voto con liste bloccate»

«Così è insopportabile: basta liste bloccate, saranno i territori a decidere chi mandare il Parlamento. Noi vogliamo dare al cittadino la possibilità di scegliere». Lo ha affermato fra l'altro il segretario del PD tornando ad assicurare la sua volontà di procedere alla riforma delle legge elettorale.

«Tassa successione è parte riforma complessiva fisco»

«Io non mollo. Sono qui per fare le riforme e dare una mano ai giovani per costruirsi un futuro. Questa mia proposta di dote ai diciottenni deve stare dentro una proposta più complessiva di riforma del fisco. Questo ci siamo detti con Draghi. E su questo noi ci siamo. Noi faremo le riforme: quella del fisco, della giustizia e tutte le altre che il Recovery richiede per darci i soldi. La mia dote di 10 mila euro a carico dei patrimoni maggiori serve per dare un segnale e un aiuto ai giovani, finora presi a calci. Io dopo la mia esperienza in Francia al ritorno in Italia ho detto che avrai fatto di tutto per i giovani. Sono qui per questo. E non mollo».

«Avanti con scuola fino 18 anni e voto a sedicenni»

«Io insisto per l'obbligo scolastico fino a 18 anni insieme a un grosso investimento sulla formazione professionale e il voto ai sedicenni. Anche perchè se continua a votare una popolazione prevalentemente di anziani come oggi si continueranno a fare cose prevalentemente per anziani e non quelle dei giovani. Stiamo anche facendo - ha aggiunto - una battaglia sulla distinzione fra stage - che è ancora percorso formativo- e apprendistato che è invece l'inizio del percorso di lavoro».

Tinagli: «Giusto tassare eredità ma escludiamo rami d'azienda»

Sulla tassa di successione «Letta ha fatto una proposta che val la pena di essere discussa, non ha emanato un decreto. Il discorso andrà approfondito dentro la riforma fiscale. Io ad esempio penso che una tassa di successione di quel tipo debba escludere i rami di azienda». Così in un'intervista a La Stampa l'eurodeputata e vice presidente del Pd Irene Tinagli.

A livello europeo, circa il Patto di Stabilità per l'eurodeputata «non è possibile tornare alle vecchie regole pre-pandemia, ma occorre discutere sin da adesso di una sua riforma. Se vogliamo cogliere fino in fondo l'occasione del Recovery Plan, occorreranno investimenti enormi anche negli anni successivi. Occorre introdurre qualcosa che assomigli ad una regola aurea per lo scorporo di alcune tipologie di investimenti dal deficit. Potrebbe esserci il rischio» di uno slittamento del Recovery Plan a settembre: «Ciascuno è vittima delle polemiche nei rispettivi Paesi, e questo non aiuta», conclude Tinagli.