2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Centrodestra

Giorgia Meloni e «i dpcm di Conte»: Li faccia per pagare la Cassa integrazione

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Colao se vuole dire sa cosa fare in Italia deve starci. Fase 2? Il Governo dia le prescrizioni di sicurezza e si lasci aprire chi le rispetta»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - «Ho detto a Conte che i Dpcm invece per farli per dire chi può uscire e chi no, falli per pagare oggi la cassa integrazione o per avere oggi i soldi del dl liquidità». Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a «Non è l'arena». Sul decreto di liquidità «l'unica speranza che hanno piccoli imprenditori è quello di indebitarsi - ha detto - se non c'è un fondo perduto decine di migliaia di questi imprenditori non riaprirà. Il 100% della garanzia statale alle banche deve essere per i prestiti nuovi».

Sulla commissione di esperti per la fase 2, Meloni ha sottolineato che «senza nulla togliere a Colao, ma se mi vuoi dire come si apre in Italia ci devi stare in Italia. Vivendo stabilmente a Londra, senza mettere piede in Italia, qualche dubbio ce l'ho su come avere chiaro cosa fare in Italia». Meloni ha poi ironizzato sul concetto di affetto stabile, che a suo avviso «è un precedente pericoloso. Noi, come centrodestra, siamo alleati più stabili di tanti altri».

«Contrarissima alla riapertura per settori»

«Sono contrarissima alla riapertura per settori perché condannano a morte intere filiere». Secondo Meloni «Non si può far aprire le attività in base al codice Ateco. E' un errore gravissimo. Un ristorante con un grande giardino è più sicuro che un minimarket. Il Governo dia le prescrizioni di sicurezza e si lasci aprire chi le rispetta». Queste sono «discriminazioni - ha affermato - che sono le cose più facili per il Governo. Piuttosto dovrebbe dire: queste sono le prescrizioni da rispettare, distanze, mascherini, chi è in grado riapre. Non in base ai codici Ateco».

«Fase 2? Nessuno ha capito esattamente chi può fare cosa»

«Oggi parte la cosiddetta 'Fase 2', ma nessuno ha capito esattamente chi può fare cosa. Aspettiamo che il Governo interpreti se stesso e che delle circolari interpretative scritte da gruppi di esperti spieghino i DPCM scritti da altri gruppi di esperti. Nel frattempo domani nessuno può escludere di beccarsi una multa per aver fatto qualcosa che nessuno sa dire se poteva fare oppure no. Ma non ditelo in giro, perché chi critica la confusione del Governo è un cattivone irresponsabile. Tutti muti e domani incrociate le dita».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal