2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
La sfida

Matteo Salvini prova ad «occupare» il Parlamento

Il leader della Lega mobilita i suoi. E Calderoli studia. Domani il je accuse a Conte. Una iniziativa sulla quale Salvini cerca di coinvolgere anche Fdi e Forza Italia

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA (ASKANEWS) - L'idea è quella di restare tutti in Aula, praticamente un sit-in permanente «finché Conte non verrà a rispondere». Di sicuro, Matteo Salvini vuole i suoi in Parlamento «a oltranza», come ha detto a «La vita in diretta». La Lega ci sta pensando, il leader da giorni accenna all'idea e stamattina la discussione è stata approfondita durante la riunione dei senatori del Carroccio. Niente di deciso, ancora, perché la questione va studiata bene, leggendo attentamente anche il regolamento di palazzo Madama. Raccontano che proprio da Roberto Calderoli - esperto del «ramo» - sarebbero arrivati alcuni inviti alla cautela. Ma Salvini è convinto che l'informativa che terrà domani il presidente del Consiglio in Parlamento sarà assolutamente insufficiente

Calderoli studia

Il vice-presidente del Senato si sarebbe preso qualche ora per leggere bene tutte le norme de regolamento, incrociandole anche con le misure anti-contagio adottate di recente, perché comunque Salvini vuole rimanere nel perimetro della legalità. Ma il senso lo riassume chiaramente un parlamentare leghista: «L'idea è quella di occupare l'aula, di fatto. Bloccare tutto e restare in Senato per costringere Conte a rendere conto al Parlamento dei suoi Dpcm e dei decreti approvati a colpi di fiducia».

Domani il «je accuse» a Conte

Del resto, aggiunge un senatore che ha partecipato alla riunione di questa mattina,"non possiamo manifestare in piazza, almeno in Parlamento potremo dire che le cose non vanno, o no?». Di sicuro, Salvini sembra intenzionato a intervenire domani in Senato. L'informativa che terrà il presidente del Consiglio non sarà sufficiente, secondo il leader della Lega, Conte dovrebbe rispondere alle questioni che arrivano «dai cittadini».

Per questo il leader della Lega avrebbe anche invitato tutti parlamentari del suo partito a raccogliere - ciascuno nel proprio territorio - le proteste, le richieste, gli appelli delle organizzazioni di categoria, delle imprese, dei cittadini. Un «cahier de doleances» da portare poi in Parlamento, magari appunto anche attraverso il «presidio permanente» di cui si parla in queste ore.

Non solo in Senato, in realtà

Raccontano che Salvini abbia chiesto anche ai deputati della Lega di rendersi disponibili a stare a Montecitorio «anche di notte». Una iniziativa sulla quale Salvini cerca di coinvolgere anche Fdi e Forza Italia.

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