31 maggio 2020
Aggiornato 08:30
Emergenza coronavirus

Coronavirus, per ora il Governo non pensa a commissariare la sanità della Regione Lombardia

Per il leader della Lega, Matteo Salvini «c'è un'aggressione verso i cittadini lombardi inaccettabile», ma l'ipotesi commissariamento si è affacciata martedì anche in Piemonte

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Per ora di questa ipotesi non si sta parlando»: a Roma diverse fonti governative escludono che la raccolta di firme per il commissariamento della sanità della Regione Lombardia, avviata da un arcipelago di realtà di sinistra e rilanciata da qualche occasionale dichiarazione di esponenti del centrosinistra, possa trovare ascolto a palazzo Chigi. Del resto commissariamenti per «manifesta incapacità», ammesso che l'accusa si dimostri in qualche modo fondata, gli esperti di parte governativa non ne ricordano. Per Matteo Salvini «c'è un'aggressione verso i cittadini lombardi inaccettabile», ma l'ipotesi commissariamento si è affacciata martedì anche in Piemonte, dove il M5S locale accusa il presidente della Regione, Alberto Cirio, di non essere capace di gestire l'emergenza coronavirus.

La raccolta di firme, intanto, vola su internet, a detta dei promotori della rete Milano 2030, che riunisce realtà politiche e associative che vanno dai bersaniani alla ex «sinistra radicale». In mattinata la petizione on line aveva già raggiunto 18mila firme in 24 ore, e va avanti spedita, nel pomeriggio ha superato le 25mila sulla piattaforma change.org. «L'inadeguatezza delle risposte date da Regione Lombardia, che ha spacciato come eccellenza un sistema basato sullo smantellamento della sanità pubblica a vantaggio di quella privata, configurano quel pericolo grave che giustifica la nomina di un commissario ad acta», scrivono i promotori, spiegando che l'esigenza è maggiore anche alla luce dell'approssimarsi di un parziale allentamento del lockdown.

Una posizione cui ha fatto eco nella giornata di ieri l'eurodeputato del Pd Pierfrancesco Majorino, e nella giornata di oggi la deputata di lungo corso Barbara Pollastrini, dirigente di lungo corso del Pd lombardo, già ministra all'epoca dell'ultimo governo Prodi. «Signor presidente Fontana, il minimo che le viene richiesto è la rimozione dell'assessore al welfare (Giulio Gallera, ndr). E' incolmabile - sostiene Pollastrini - il divario tra bisogno diffuso di affidabilità e l'inadeguatezza, per stile e contenuti, di chi dirige la sanità. Quanto alla tragedia del Pat, e di altre case di riposo, mi auguro che il governo al più presto decida di assumere una responsabilità diretta su tutte le Rsa». Una sorta di semi-commissariamento, insomma, che dimostra che oltre allo scontro fra le opposizioni e il governo nazionale, a parti invertite il coronavirus non concede tregua nemmeno a livello regionale, almeno nella martoriata Lombardia.

«Mamma mia, è emergenza in corso con centinaia di bare e c'è qualcuno che vuole commissariare la Lombardia? E' veramente triste...», è il giudizio del leader della Lega. Salvini è impegnato da settimane a difendere l'amministrazione Fontana e il modello della sanità lombarda, nonostante le forti differenze nelle statistiche su contagi e mortalità e nelle metodologie di risposta fra la Lombardia e il confinante Veneto, altra amministrazione a guida leghista. «Qualcosa che non ha funzionato? Di solito - commenta - si parte dall'alto, non dal basso. E' strano partire da Codogno, Alzano Lombardo... Problemi nelle Rsa ci sono in tutta Italia, purtroppo... Ci sono 500 morti al giorno e invece che medici vengono mandati ispettori e magistrati? Perchè non si è chiuso quella parte di Bergamo e Brescia quando lo chiedevano i sindaci? Ci sarà tempo, chi dovrà chiarire, chiarirà», chiosa Salvini, ma a suo giudizio «c'è un'aggressione verso i cittadini lombardi inaccettabile».

A tranquillizzare, almeno per ora, i vertici della Lega e della Regione, non c'è solo la cautela delle fonti governative che escludono che il tema di un commissariamento sia all'ordine del giorno. E' moderatissima anche la posizione ufficiale del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha evitato finora di caratterizzare troppo la sua azione sullo scontro politico. Ospite martedì sera di un talk show, ha risposto a una domanda sullo scandalo della gestione del Pio Albergo Trivulzio, spiegando che «ci sarà il tempo per tutte le verifiche ma ora è il momento di lavorare sull'emergenza e io voglio lavorare gomito a gomito con ogni realtà regionale per affrontare la crisi, perchè ci stiamo ancora dentro in pieno e tutto adesso ci serve - ha precisato - tranne che fare polemiche».

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