24 gennaio 2020
Aggiornato 14:00
Caso Gregoretti

«La Gregoretti come la Diciotti». La memoria di Matteo Salvini in Giunta coinvolge Conte

L'ex responsabile del Viminale ripercorre tutti gli avvenimenti che hanno preceduto lo sbarco degli immigrati dalla Gregoretti, sottolineando il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio

Il Premier Giuseppe Conte con l'ex Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Premier Giuseppe Conte con l'ex Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ANSA

ROMA - Matteo Salvini ha agito nell'interesse dell'Italia, col pieno coinvolgimento di Palazzo Chigi e dei ministeri competenti, in modo perfettamente sovrapponibile a quanto accaduto per la nave Diciotti. Una vicenda, quest'ultima, che aveva convinto il Senato (20 marzo 2019) a negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del titolare dell'Interno. È la sintesi, fornita dalla Lega, della memoria depositata questa mattina dai legali del leader leghista alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Si tratta di circa 30 pagine tra memoria e allegati.

L'ex responsabile del Viminale ripercorre minuziosamente tutti gli avvenimenti che hanno preceduto lo sbarco degli immigrati dalla Gregoretti, sottolineando il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri anche per coinvolgere i Paesi europei nella redistribuzione. In particolare, come documentato da una mail allegata alla memoria, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva investito della questione alcuni Stati membri: Germania, Francia, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Un accordo per l'accoglienza era stato raggiunto anche con la Cei. Il tutto dopo una riunione di coordinamento del 2 agosto 2019 convocata dalla Commissione Europea.

Salvini spiega che c'è traccia di comunicazioni tra il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma con gli uffici di Gabinetto dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa, dell'Interno e degli Affari Esteri. È rilevante il ruolo del premier Giuseppe Conte: il 26 luglio 2019, il giorno prima dell'arrivo della Gregoretti nella rada del porto di Catania, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva inoltrato formale richiesta di redistribuzione degli immigrati ad altri Paesi europei. «È dunque evidente come fosse il Governo, in modo collegiale, a gestire tale attività», evidenzia Salvini. Nella documentazione depositata questa mattina, il leghista segnala altre dichiarazioni pubbliche e mail che dimostrano il pieno coinvolgimento dell'Esecutivo.

Grasso: «Memoria difensiva clamoroso boomerang»

«La debolissima memoria difensiva di Salvini e gli allegati sono per lui un boomerang clamoroso. Leggendo le carte depositate anche oggi viene confermato quanto già evidenziato dai magistrati con il loro supplemento di indagine: il governo non è stato coinvolto nell'assegnazione del POS e nello sbarco dei migranti, ma solo nella ricerca di Paesi disponibili per il ricollocamento, fase che nulla ha a che fare con il reato contestato a Salvini. La sua memoria quindi lo inchioda alle sue responsabilità personali. Sono quasi stupito di questa strategia difensiva suicida, a meno che non serva per fare la vittima». Lo scrive il senatore di Leu Pietro Grasso in una nota a commento della memoria difensiva presentata in Giunta da Matteo Salvini.