11 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Salvini: «Renzi? E' il nulla»

Duro commento del leader della Lega: «Alla Leopolda raccolgono soldi. Non mi aspetto da loro onore e dignità. E' passata una settimana e già ci sono scissioni»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Sento sui tg, 'come si chiamerà il partito di Renzi?' Chi se ne frega! Renzi è il nulla, Lui, la Boschi. Vanno alla Leopolda, raccolgono tanti soldi. Io lascio a loro i soldi e mi tengo la dignità». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, su Facebook. «Da Renzi - ha aggiunto - non mi aspetto dignità e onore. Il 19 ottobre da una parte ci sarà la 'Leopoldina' delle poltrone, delle scissioni, dei giochini di palazzo, delle nomine. Dall'altra parte ci sarà a Roma una grande manifestazione di popolo. Che bello!».

«Governicchio» nato per voglia di poltrone

«Un governicchio, nato dal tradimento e dalla voglia di poltrone. E' passata una settimana e già litigano, ci sono scissioni, parlamentari che cambiano partito. Pensarci prima e restituire il diritto di voto agli italiani? Era una storia annunciata - ha proseguito Salvini - un governo nato solo contro la Lega e contro Salvini. Non pensavo di essere un 'incubo', così mi ha definito Franceschini».

M5s-Pd: in Umbria alleanza della disperazione

«In Umbria c'è l' alleanza della disperazione» tra chi ha denunciato gli appalti truccati e quelli che sono stati «messi in galera». In Umbria, ha detto il leader leghista, «Si vota prima, domenica 27 ottobre, perché hanno arrestato alcuni uomini del partito democratico perché secondo l'accusa truccavano le assunzioni negli ospedali e la denuncia di questi appalti truccati arrivava dai Cinque stelle. Adesso per disperazioni provano a mettersi insieme. Ma gli umbri non sono scemi, li mandano a casa. Non hanno alcuna speranza», ha concluso Salvini.

Molinari: «Renzi? Ora Giuseppi stai sereno»

«In una sola mossa Renzi ha fregato i 5 Stelle e il Partito Democratico. E quindi, da oggi, Giuseppe deve stare sereno». Il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari, intervistato ad Affaritaliani.it, sintetizza così le conseguenze politiche della scissione da parte di Matteo Renzi che ha lasciato il Pd per fondare gruppi autonomi. «Da oggi sono più deboli i partiti di maggioranza, M5S e Pd. Renzi non ha alcun interesse ad andare a votare, quindi non credo che sia in discussione, almeno per ora, la tenuta della maggioranza. Ma creerà forte instabilità all'esecutivo».

Giochetti da Prima Repubblica

«Renzi ha prima obbligato Zingaretti, che inizialmente voleva le elezioni, a scendere a patti con il Movimento 5 Stelle e a mettere insieme due forze politiche che si sono insultate per anni come cani, poi, appena fatta la squadra di governo e ottenuta la fiducia in Parlamento, ha rivendicato il suo spazio così da poter cannoneggiare il governo standone fuori ma senza farlo cadere. Li ha fregati tutti e ha affossato 5 Stelle e Pd riprendendosi il centro della scena politica con una tipica manovra di palazzo». Renzi abile e furbo? «Bisogna vedere che cosa si intende per abile e furbo. Dal mio punto di vista - argomenta Molinari - è spregiudicato e non conosce vergogna. Sapendo che non ha alcun consenso popolare ha lavorato per ritagliarsi uno spazio con giochetti da Prima Repubblica».