14 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Trenta: «Difficile lavorare con la Lega, mancava lealtà»

Il Ministro della Difesa spera di restare al suo posto: «Quando si lavora assieme è essenziale che ci sia rispetto delle competenze»

Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta
Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta ANSA

ROMA - Elisabetta Trenta, ministro Cinquestelle del governo Lega-M5s che appartiene ormai al passato, spera di restare al suo posto, «di essere qui a lavorare duro, c'è tanto da fare, per i cittadini come per donne e uomini delle Forze dell'ordine». In una intervista a Repubblica la Trenta si augura «un governo che duri quattro anni» e lamenta la mancanza di una «lealtà di fondo» da parte della Lega.

Trenta: «Mancava lealtà»

«Quando si lavora assieme è essenziale che ci sia rispetto delle competenze. Era necessaria una lealtà di fondo e invece ho visto - spiega riferendosi al Carroccio - la volontà di far vedere che era una sola persona a decidere tutto. Questo era l'inizio del tradimento che si è consumato quando ha deciso di staccare la spina. Ma già prima era diventato difficile lavorare assieme».

Carabetta: «Accordo ci costerà? Pagato anche asse con la Lega»

«Magari è una scelta che ci costerà cara. Ma è stato così anche con la Lega». Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il vice presidente della commissione Attività produttive Luca Carabetta (M5s). Con il Carroccio, aggiunge, «forse abbiamo peccato di ingenuità, escludendo la possibilità della slealtà. Ma siamo riusciti a fare il reddito di cittadinanza e quota 100». «Noi stiamo cercando di fare qualcosa per il bene del Paese. Quando ci saranno tutte le carte in tavola si capirà che tipo di accordo si può fare», «il mandato di una forza di maggioranza relativa del Paese non è tirarsela ma mostrare responsabilità e fare interessi Paese», sottolinea. Nel concreto Carabetta spiega che la norma sulla confisca delle navi delle Ong «che commettono illeciti» resta ("lo rivendichiamo") e che sui decreti sicurezza «siamo disposti a ragionare su modifiche che ci saranno in linea con le riflessioni del Capo dello Stato».