23 agosto 2019
Aggiornato 07:00

Di Maio non si fida di Salvini: «Dopo l'8 agosto, quello che dice non conta più nulla»

Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio: «Taglio dei parlamentari? Mossa della disperazione. La data del voto la decide Mattarella e nessun'altro»

Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle
Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle ANSA

ROMA - «Dopo quanto successo l'otto agosto, chi può dare ancora credito alla sua parola? Quello che dice non conta più nulla», «quella del capo della Lega sul taglio dei parlamentari è una mossa della disperazione. E comunque quando si va al voto lo decide il presidente della Repubblica, non certo lui». Lo afferma il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, in un'intervista al «Fatto quotidiano».

Di Maio: «Salvini si è messo in un labirinto»

A suo giudizio, con la proposta sul taglio dei parlamentari e poi subito il voto «si è infilato in un cul de sac» perché «in base ai regolamentari parlamentari, se vuole votare il taglio degli eletti dovrà prima ritirare la mozione di sfiducia a Conte. Altrimenti la votazione sul taglio slitterà a dopo quella sul Premier. Ma è chiaro che, se dovesse ritirare la richiesta di sfiducia per il presidente del Consiglio, dovrebbe smentire la sua linea. Si è messo da solo in un labirinto. Non so chi lo stia consigliando, ma sta dimostrando che i suoi conti sull'andare al voto anticipato non reggono proprio».

«Noi vogliamo il taglio degli eletti»

«La data del voto - aggiunge Di Maio - la decide il presidente della Repubblica, nessuno si deve permettere di farlo al posto suo. Dopodiché io voglio tagliare i parlamentari per davvero. Salvini invece quei 345 eletti li vuole tenere anche nella prossima legislatura». La non sfiducia del Pd al premier, ossia la possibile uscita dall'Aula dei senatori Dem, sarà il passaggio per provare a costruire una nuova maggioranza? «Noi - ribadisce - siamo semplicemente intenzionati a votare il taglio degli eletti. Su tutto il resto io sto assistendo solo a un dibattito interno nei vari partiti. Ma su ciò che attiene a nuove elezioni o eventuali nuovi governi si esprimerà Mattarella. Posso dire che nel Movimento nessuno mi ha chiesto di andare a sedermi al tavolo con Matteo Renzi. Noi vogliamo il taglio degli eletti».

Gallo: «Chiudiamo con il passato»

«Chiudiamo con il passato e per il paese andrà meglio». Lo afferma Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura del Movimento 5 Stelle della Camera. «Io sono ottimista - aggiunge - si può aprire una grande stagione per il Paese. Salvini si faccia una lunga vacanza in spiaggia per i prossimi 3 anni. Ormai sappiamo tutti che è un traditore degli italiani e preferisce il mojito al lavoro da ministro dell'Interno che ha svolto in modo pessimo. Ora è il momento di realizzare i grandi progetti per i quali è nato il M5s».

La Mura: «Emarginare Salvini»

«Dico ai colleghi M5S e non: bentornati nel mondo reale. Stiamo scoprendo solo ora, a quanto pare, lo spessore politico pari a zero di Matteo Salvini, la sua vuota demagogia, il suo essere falso, subdolo e pericoloso». Lo dichiara in una nota la senatrice dell'M5s, Virginia La Mura. «Eppure - aggiunge - sarebbero dovuti bastare, per quanto mi riguarda, le sue battaglie propagandistiche, i pericolosi provvedimenti di matrice leghista partoriti dal Governo (decreto Sicurezza e decreto Sicurezza Bis, ad esempio), per non parlare dei continui attacchi a minoranze etniche e immigrati (ricordiamo che prima i nemici della Lega erano i meridionali, ora per raccattare voti anche al Sud fa più comodo che il nemico sia lo straniero). E mentre si produceva tutto questo schifo dove eravamo? Il M5S dove era?».

«Serve un Governo di Legislatura»

«Bene, ora che siamo finalmente tornati alla realtà e il M5S ha ancora molto da offrire: si emargini Matteo Salvini, si allontani da quel potere di cui abusa impunemente. Si faccia un governo di legislatura che metta in atto i provvedimenti che davvero servono al Paese e alla sua economia, che impediscano l'innalzamento dell'IVA, che aiutino gli italiani, che creino lavoro, che tutelino l'ambiente, che propaghino cultura, e se ne approfitti anche per smantellare i decreti salviniani e formulare una nuova legge elettorale. Il Movimento torni a fare ciò per cui è nato. Che il nulla torni di nuovo a contare zero», conclude.