7 dicembre 2019
Aggiornato 18:00

Spadafora dà del sessista a Salvini, il vicepremier replica: «Allora lasci»

Anche la presentazione del rapporto sui centri anti violenza sulle donne diventa tema di scontro tra Lega e M5s, tanto che la conferenza stampa dello stesso Spadafora e della leghista Giulia Bongiorno viene annullata.

Vincenzo Spadafora
Vincenzo Spadafora ANSA

ROMA - Per il M5s Vincenzo Spadafora, Matteo Salvini è un esempio di «violenza verbale» nei confronti delle donne e «sessismo»; per il leader leghista, se l'opinione è questa, allora il sottosegretario Cinque Stelle dovrebbe dimettersi. Anche la presentazione del rapporto sui centri anti violenza sulle donne diventa tema di scontro tra Lega e M5s, tanto che la conferenza stampa dello stesso Spadafora e della leghista Giulia Bongiorno viene annullata.

L'intervista di Spadafora a Repubblica

A far deflagrare la situazione è un'intervista di Spadafora a Repubblica, in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità denuncia la «pericolosa deriva sessista» in atto in Italia, chiedendosi: «Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?». E il riferimento viene reso subito esplicito: «Gli attacchi verbali di Salvini alla capitana Carola definita criminale, pirata, sbruffoncella. Parole che hanno aperto la scia dell'odio maschilista contro Carola, con insulti dilagati per giorni e giorni sui social». Non solo. Alle politiche leghista Spadafora addebita la «tragedia» che vivono le donne migranti: «Sono vittime tra le vittime. E il decreto sicurezza peggiorerà ancora di più la loro condizione di vulnerabilità. Il ministro dell'Interno le sta lasciando senza più supporti: siamo di fronte ad una tragedia che ha la firma della Lega».

Tutta la Lega: «Si scusi o si dimetta»

La prima reazione della Lega è affidata al capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che pone il sottosegretario Cinque Stelle di fronte ad un aut aut: «Delle due l'una: Spadafora si scusi subito o si dimetta». Richiesta cui si associano diversi altri esponenti leghisti. Fino all'intervento dello stesso Salvini, che neanche contempla l'ipotesi delle scuse: «Cosa sta a fare Spadafora al governo con un pericoloso maschilista? Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano».

Quanto alle opposizioni, le reazioni sono diverse

La presidente di FdI Giorgia Meloni coglie al volo l'occasione per incunearsi di nuovo tra gli alleati, definisce «delirante» l'intervista di Spadafora ed esprime «solidarietà al ministro Salvini per le gravissime parole pronunciate da chi dovrebbe essere uno dei suoi alleati di governo». Per la capogruppo di Fi Mariastella Gelmini, invece, quello di Spadafora è solo «cinismo» per annullare l'evento di oggi visto che «non ha idee» sul tema del contrasto alla violenza di genere. Stessa linea per il Pd, che in più concorda con il giudizio del sottosegretario sul leader leghista: «Ma invece di agire contro un simile atteggiamento di Salvini, Spadafora annulla la conferenza stampa sui centri antiviolenza. E anche oggi delle donne se ne occupano domani».