16 giugno 2019
Aggiornato 00:30
Infrastrutture

Tav, Delrio al Governo: «Siamo contrari alle analisi costi-benefici fatte male»

Il capogruppo PD alla Camera: «Il Premier Conte poteva studiare anche le precedenti analisi costi-benefici sulla Torino-Lione. Erano a disposizione e si basavano su dati freschi»

Graziano Delrio
Graziano Delrio ( ANSA )

ROMA - «E' abbastanza strano che il presidente del Consiglio si svegli ora, senza avere nessuna competenza in materia, e si fidi solo dell'unico esperto che sostiene questa tesi». Lo ha detto, parlando della questione Tav che sta provocando tensioni fra i componenti della maggioranza di governo, Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera.

Strano che il Premier si svegli ora

«Noi siamo contrari - ha aggiunto - alle analisi costi-benefici fatte male. Le pare credibile un presidente del consiglio che si sveglia e studia il dossier Tav dopo un anno che è a palazzo Chigi? Poteva studiare anche le precedenti analisi costi-benefici sulla Torino-Lione. Erano a disposizione e si basavano su dati freschi. Il progetto, a differenza di quello che sostengono, è del 2015. Ed è stato più volte revisionato. Io stesso ho tagliato 2,5 miliardi di costi inutili e quindi è abbastanza strano che il presidente del Consiglio si svegli ora, senza avere nessuna competenza in materia, e si fidi solo dell'unico esperto che sostiene questa tesi».

Fassino: Ma Conte sa di cosa parla?

«Che il Presidente del Consiglio dichiari di essersi intimamente convinto che l'Italia non abbia bisogno della TAV è quantomeno sconcertante». Lo dichiara Piero Fassino, deputato Pd. «Sarebbe doveroso che venisse spiegato sulla base di quali elementi il presidente Conte è giunto a una conclusione contraddetta da tutti gli argomenti razionali», ha aggiunto.

Progetto nuovo

«Pensa Conte che sia competitiva una linea del 1871 che, anche con adeguamenti, non sopporterebbe convogli lunghi e di adeguato tonnellaggio? Pensa Conte che la Ue finanzi per 1/3 l'opera per uno sfizio e non perché strategica? Sa Conte che attraverso i valichi italo-francesi transita il 41% dell'intero interscambio italiano con l'Unione Europea? Ritiene Conte preferibile spendere gli stessi soldi che servono a completare l'opera per pagare penali e ripristini con il risultato di tenersi una ferrovia vecchia e le autostrade intasate di Tir? E sa Conte che il progetto di cui si discute non è - come spesso afferma - di vent'anni fa, ma è un progetto del tutto nuovo licenziato dal CIPE nel 2017? Sarebbe utile avere delle risposte, ma soprattutto avere un Presidente del Consiglio almeno bene informato delle cose su cui è chiamato a decidere».