25 marzo 2019
Aggiornato 00:30
Regionali Sardegna 2019

Sardegna al voto, per i 5 Stelle l'ombra lunga dell'Abruzzo

Secondo le previsioni la competizione elettorale sarda dovrebbe configurarsi come un testa a testa tra Solinas e Zedda, mentre il candidato Cinque stelle Desogus raggiungerebbe, anche qui, solo il terzo posto

I candidati alle elezioni regionali in Sardegna
I candidati alle elezioni regionali in Sardegna ANSA

CAGLIARI - Sardegna al voto domani, per il rinnovo del Presidente e del Consiglio regionale: si potrà votare esclusivamente nella giornata di domani, dalle ore 6,30 alle 22. Sette i candidati in campo per aggiudicarsi la presidenza della Regione: Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna), Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi liberi), Andrea Murgia (Autodeterminazione), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Vindice Lecis (Sinistra sarda).

Una sfida, quella sarda, che si disputa dopo le elezioni in Abruzzo, che hanno visto il centrodestra tornare alla vittoria con il candidato Gianni Marsilio. Due i dati politici: il boom della Lega di Salvini e l'arretramento del Movimento Cinque stelle, alleato del Carroccio al governo, che si è attestato intorno al 20% dei voti, addirittura terzo dopo il centrosinistra. Se lo scenario si dovesse ripetere, sarà impossibile non fare una riflessione a livello nazionale, soprattutto in casa M5s. E poi ci sarà un altro test elettorale amministrativo, quello in Basilicata il 24 marzo. Secondo le previsioni, diffuse nelle scorse settimane, la competizione elettorale sarda dovrebbe configurarsi come un testa a testa tra Solinas e Zedda, mentre il candidato Cinque stelle Desogus raggiungerebbe, anche qui, solo il terzo posto.

In Sardegna l'amministrazione uscente è di centrosinistra, il governatore Francesco Pigliaru non si è ricandidato e quindi il vessillo viene difeso, in questa tornata, dal sindaco uscente di Cagliari Massimo Zedda, sostenuto da nove liste. Il Movimento Cinque stelle che, nell'isola parte dal solidissimo risultato delle politiche (oltre il 42% dei voti), punta su Francesco Degosus, bibliotecario a Cagliari. Il centrodestra, che alle Politiche ha conquistato il 31% dei consensi, ha scelto il senatore e segretario del Partito sardo d'azione, Christian Solinas, appoggiato da undici liste.

Impossibile non tenere conto, anche nella giornata elettorale, della vertenza dei pastori sul prezzo del latte: i seggi saranno super protetti, visto che nei giorni scorsi erano state annunciate iniziative di protesta che sarebbero potute arrivare fino al blocco dei seggi elettorali.

Per quanto riguarda la legge elettorale, diventa governatore il candidato più votato: se ottiene tra il 25% e il 40% dei voti ci sarà un premio di maggioranza del 55% dei seggi, se conquisterà oltre il 40% dei consensi lo stesso premio sarà del 60%, ma con meno del 25% non avrà alcun premio di maggioranza. La soglia di sbarramento è del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate.

La Regione è divisa in otto circoscrizioni elettorali a cui sono stati assegnati un numero stabilito di seggi: Cagliari (20), Sassari (12), Nuoro (6), Olbia-Tempio (6), Oristano (6), Carboia-Iglesias (4), Medio Campidano (3), Ogliastra (2). Il sessantesimo seggio sarà assegnato al secondo piazzato tra i candidati governatore.

Ai cittadini sarà consegnata un'unica scheda elettorale di colore verde e con la matita copiativa dovranno esprimere il proprio voto per uno dei candidati alla carica di governatore e, novità, fino a due voti di preferenza per i candidati consiglieri nelle liste circoscrizionali.

Se decideranno di approfittare di questa possibilità - concessa attraverso l'introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale - i due voti dovranno essere collegati a due candidati di genere diverso della stessa lista.

Sono 24 le liste ammesse alla competizione elettorale e circa 1.440 gli aspiranti consiglieri per un totale di 60 posti nell'Assemblea sarda. Non necessariamente, i candidati consiglieri per i quali si sceglie di votare dovranno appartenere a liste collegate a quella del presidente prescelto. L'elettore, dunque, può praticare i cosiddetto «voto disgiunto».

Per votare occorre presentarsi al proprio seggio muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Qualora la tessera sia stata smarrita o si sia deteriorata, si può chiedere il duplicato o l'attestato sostitutivo rivolgendosi, anche nello stesso giorno di votazione, all'Ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali.

Una volta espresso il voto, la scheda deve essere ripiegata e consegnata assieme alla matita. A quel punto il presidente del seggio accerta che la scheda restituita sia piegata nel modo giusto e la deposita nell'urna. Lo scrutinio ci sarà lunedì 25 febbraio, a partire dalle ore 7.