24 agosto 2019
Aggiornato 14:30
Terrorirsmo

L'ex brigatista Lojacono attacca Salvini: «Non mi fai paura»

Alvaro Lojacono deve scontrare la pena dell'ergastolo inflitta con tre sentenze definitive. Il Ministro dell'Interno ha replicato: «Essere insultato da un assassino è una medaglia»

ROMA - «Salvini? Lo trovo politicamente allucinante. Paura non me ne fa, non temo possa venire qua». A dirlo è Alvaro Lojacono, terrorista rosso latitante, che oggi si trova in Svizzera. Nell'intervista esclusiva rilasciata per Le Iene a Gaetano Pecoraro, l'esponente delle Brigate Rosse commenta anche le scelte politiche del ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

«Salvini non mi fa paura»

Lojacono ironizza sulle azioni dei flussi migratori promosse dal vicepremier. «Quando poi qui arrivano notizie 'bloccano le navi', mi viene da dire siete fuori di zucca o cosa?», dice il latitante, precisando che politicamente sì, gli fa paura. Al contrario, però non teme che il ministro dell'Interno «venga fisicamente a far qualcosa, perché di grandi dichiarazioni di impegni e di arresti di esuli ce n'è a pacchi». Precisa, però, di sapere di essere il secondo della lista dei latitanti nel bersaglio del governo italiano, dopo Alessio Casimirri, il brigatista che si trova oggi in Nicaragua. Il terrorista commenta anche la cattura e l'estradizione di Cesare Battisti.

In Italia deve scontare l'ergastolo

Lojacono fu coinvolto nella strage di via Fani a Roma del 1978 (5 uomini della scorta assassinati per sequestrare il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro), nell'omicidio del magistrato Girolamo Tartaglione sempre nel 1978 e per l'uccisione dello studente greco Miki Mantakas, militante del Msi nel 1975. In Italia deve scontare l'ergastolo. È fuggito in Algeria, in Brasile e poi in Svizzera, dove vive e lavora all'università.

La replica del Ministro: «Essere insultato da assassino è una medaglia»

«Essere insultato da un assassino terrorista in vacanza in Svizzera per me è una medaglia: rida finché è in tempo, faremo tutto il possibile perché finisca finalmente in galera in Italia». Lo dice in una nota il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando le dichiarazioni di Alvaro Lojacono in un'intervista a una trasmissione tv italiana.