16 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Infrastrutture

Fico: «M5S è No Tav, niente referendum»

A spiegarlo in un'intervista al «Fatto Quotidiano» è stato il presidente della Camera, Roberto Fico: «Costituzionalmente contrario a quest' opera». D'Uva: «Priorità a infrastrutture di base»

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ROMA - «Il M5S è costituzionalmente contrario a quest' opera. Ricordo che la prima riunione nazionale dei meet up venne fatta nel 2005 a Torino, per unirsi alla protesta dei No Tav. Il sì al referendum sarebbe un grande problema. In questi 14 anni non è mai stata ventilata una posizione del genere. Il Movimento si era preso la responsabilità di annullare l' opera, in quanto la riteneva un' involuzione e non un progresso dopo aver analizzato di tutto e di più sul Tav». A spiegarlo in un'intervista al «Fatto Quotidiano» è stato il presidente della Camera, Roberto Fico.

Avrei da dire se il Movimento appoggiasse un referendum sul Tav

«Sabato a Torino sono di nuovo scesi in piazza per il sì al Tav. E la Lega spinge per un referendum. Bisognerebbe innanzitutto chiarire di che tipo di referendum parliamo - aggiunge Fico - E comunque per la Costituzione per indirne uno servono 500mila firme, e se accadesse non avrei nulla da dire. Piuttosto avrei da dire se il Movimento appoggiasse un referendum sul Tav, questione che non ha mai lontanamente posto».

D'Uva: Priorità a infrastrutture di base

«Abbiamo strade dissestate che quotidianamente mettono a rischio la vita delle persone che vi transitano. Il nostro Paese ha bisogno di infrastrutture di base, utili a chi si sposta ogni giorno anche su medie distanze. È da lì che passa la sfida della competitività, non certo da mega infrastrutture inutili e costose». Lo scrive su Facebook Francesco D'Uva, capogruppo M5S alla Camera.

Le opere faraoniche possono anche aspettare

«Penso ad esempio - aggiunge - alla Sicilia che a causa dell'indifferenza dei vecchi governi, oggi si ritrova a fronteggiare una situazione di grande emergenza. Il ministro Danilo Toninelli conosce bene la vicenda ed ha già dimostrato grande attenzione verso questo delicato tema. Infatti sta già lavorando per scegliere un commissario che dovrà gestire con grande minuzia cantieri e progetti che mettano in sicurezza le infrastrutture siciliane. Per far ripartire il Paese bisogna intervenire dal basso. Le opere faraoniche possono anche aspettare, diamo priorità agli interventi di base».