17 settembre 2021
Aggiornato 08:00
L'intervista

Massaro: «Vi spiego il grande reset, la strategia economica nascosta dietro il Covid»

L'esperto di politica monetaria Cosimo Massaro spiega al DiariodelWeb.it la regia dietro la pandemia: «Non moriremo di coronavirus, ma di economia»

Massaro: «Vi spiego il grande reset, la strategia economica nascosta dietro il Covid»
Massaro: «Vi spiego il grande reset, la strategia economica nascosta dietro il Covid» ANSA

Più ancora che sul piano sanitario, il vero effetto negativo della pandemia di coronavirus sta avvenendo a livello economico. E le vittime, in questo caso, non sono solo la piccola percentuale dei malati, ma tutti i soggetti più esposti: gli imprenditori, gli autonomi, i professionisti, gli esercenti, le partite Iva. Insomma, il vecchio ceto medio, sempre più strozzato dalla crisi e a rischio fallimento. Ma questa situazione non rappresenterebbe solo un effetto collaterale del contagio, bensì risponderebbe ad una strategia ben precisa: è quanto afferma al DiariodelWeb.it lo scrittore ed esperto di politiche economiche e monetarie Cosimo Massaro.

Cosimo Massaro, quali effetti sta provocando a livello economico la pandemia?
A parer mio, ormai ne sono certo, il Covid rientra a pieno titolo in quella strategia, utilizzata sempre dalle elite globali, di problema-reazione-soluzione.

Ovvero?
Si genera un problema, o si cavalca un problema esistente, la situazione crea enormi disagi nella popolazione, che chiede aiuto a chi li governa, e a quel punto si pone sul tavolo la soluzione che era già pianificata da tempo. La shock economy nasce proprio da questo concetto.

Partiamo dal problema, dunque.
In questo caso il problema, prima ancora che dal Covid, nasce dalla globalizzazione, di cui la Cina è stata una testa di ponte, e dalla conseguente distruzione delle manifatture occidentali attraverso l'importazione senza regole di merci. Poi è arrivata anche la pandemia, e il forte sovraindebitamento.

E quale sarebbe invece la falsa soluzione già pianificata?
Quella del cosiddetto «grande reset», ovvero dell'azzeramento dei debiti. Questo può sembrare un fatto positivo, ma in cambio chiederanno il passaggio alle elite di tutte le proprietà: la svendita degli asset pubblici nazionali, ma anche l'espropriazione di quelle private.

Chi incamererà queste proprietà?
Coloro che detengono i debiti pubblici. Ovvero quella che io definisco «usurocrazia», prendendo a prestito l'espressione del poeta Ezra Pound. Oppure le multinazionali o le famiglie a loro collegate. Il potere e la ricchezza vengono spostati sempre di più verso l'alto.

E al grosso della popolazione che cosa resta?
A Davos, con la quarta rivoluzione industriale, è stato stabilito che l'avanzata tecnologica e la robotizzazione della produzione renderanno necessaria sempre meno manodopera. Dunque si verrà a creare un eccesso di disoccupati e, seguendo le linee della teoria economica di Malthus, secondo in cui ci sono troppi abitanti sulla Terra, probabilmente si punterà ad una riduzione.

Ma è vero che siamo in troppi?
Ce lo dicono da decenni, fin dai tempi in cui ci lavorò sopra il Club di Roma. Chi non ha una conoscenza approfondita del funzionamento della moneta a debito ci può anche credere. Ma in realtà le risorse basterebbero per tutti, se non vivessimo in un sistema basato sull'iperproduzione, sul consumismo, sulla speculazione, sull'eccessivo depauperamento delle materie prime, sulla distribuzione diseguale della ricchezza. Il tutto per poter reperire denaro per pagare tasse e interessi.

Si continua ad arricchire la classe privilegiata a discapito del ceto medio, insomma?
Bravo, ha messo il dito su un aspetto fondamentale. Per le elite, la classe media è la prima nemica da azzerare. Un uomo benestante, o che riesce a mantenere il suo stile di vita eccellente, è meno schiavo. Magari riesce a dedicare del tempo alla propria libertà personale, a leggere, studiare ed acculturarsi. Chi non riesce ad arrivare a fine mese o addirittura muore di fame, al contrario, vivrà in un perenne stato di crisi.

Il governo italiano come sta gestendo questa situazione?
Per quanto mi riguarda, il governo italiano non esiste. Sono uomini messi a gestire i punti programmatici di un'agenda già scritta in altri centri di potere: il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea, il gruppo Bilderberg, la Trilateral commission... Il primo lockdown, ad esempio, è stato voluto dall'Fmi, che oggi sta pressando perché se ne faccia un altro. Il presidente della Bielorussia, Lukashenko, avrebbe rifiutato 940 milioni di euro per non imporre la quarantena.

Quindi, verrebbe da dire che alla fine non moriremo di Covid ma di economia...
Mi sembra una giusta conclusione. Nessuno dice che il Covid non esiste, quindi rifiutiamo l'etichetta di negazionisti. Ma di sicuro è stato gestito male, in tutte le nazioni.