2 dicembre 2022
Aggiornato 18:00
68 fermi a Isola Capo Rizzuto

Le mani della 'ndrangheta sul business migranti, smantellata la cosca Arena: tra loro anche un prete

Una maxi operazione che ha visto coinvolti oltre 500 agenti tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza ha permesso di smantellare la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto che controllava a fini di lucro anche la gestione del centro di accoglienza

ROMA - Nel corso della notte, oltre 500 tra agenti della Polizia di Stato appartenenti alle Squadre Mobile delle Questure di Catanzaro e Crotone, Carabinieri del ROS e del Reparto Operativo - Nucleo Investigativo di Catanzaro e Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria e della Compagnia di Crotone con il concorso dei rispetti Uffici e Comandi centrali, hanno tratto in arresto 68 persone, destinatarie di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Catanzaro a carico di altrettante persone accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose.

Famiglia Arena
I provvedimenti, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri, a seguito di indagini coordinate dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, hanno smantellato la storica e potentissima cosca di 'Ndrangheta facente capo alla famiglia Arena - al centro di traffici nelle provincie di Catanzaro e Crotone. In una nota si spiega che dalle indagini, oltre alle tradizionali dinamiche criminali legate alle estorsioni, esercitate sul territorio catanzarese e su quello crotonese, è emerso che la cosca controllava, la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola Capo Rizzuto e coltivava ingenti interessi nelle attività legate al gioco ed alle scommesse.

Dettagli
I dettagli della operazione saranno resi noti alle ore 11.00, nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, con la partecipazione del Procuratore Gratteri, del Procuratore Aggiunto Luberto e degli investigatori. Le indagini che hanno portato stamane al fermo di 68 persone nell'ambito di un blitz contro la 'Ndrangheta, hanno evidenziato - si spiega in una nota - l´infiltrazione della cosca Areana nel tessuto economico crotonese e, in particolare, il controllo mafioso, da più di un decennio, di tutte le attività imprenditoriali connesse al funzionamento dei servizi di accoglienza del C.A.R.A. «Sant'Anna» di Isola Capo Rizzuto.

Business migranti
La cosca - si aggiunge - tramite Leonardo Sacco, governatore della «Fraternita di Misericordia», si è aggiudicata gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione presso il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati a favore di imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di 'Ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all'accoglienza dei migranti. L'operazione, denominata «Johnny», scattata all’alba di oggi, ricostruisce quello che accadeva dentro il Cara di Isola Capo Rizzuto, come si muoveva la cosca e chi era il «colletto bianco» degli Arena che gestiva per conto della famiglia di ‘ndrangheta i contratti di appalto e forniture con la Prefettura per i 1.500 migranti ospiti di quella che è considerata la più grande struttura d’accoglienza d’Europa, con i suoi cinque ettari di superficie. Secondo l’accusa degli oltre 100 milioni di euro assegnati alla struttura, almeno 30 sarebbero stati dirottati verso i clan. Oltre ai fermi, sono scattai i sequestri di appartamenti e macchine di lusso. Sfruttando il ruolo di Leonardo Sacco, peraltro, la cosca Arena aveva messo le mani anche sui centri di Lampedusa, 4 milioni di euro di appalti che venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre organizzazioni criminali del comprensorio, che si dividevano così i fondi comunitari riservati ai profughi.

Estorsioni
Secondo quanto contestato dagli inquirenti la cosca Arena, da decenni al centro delle vicende criminali nel crotonese, aveva imposto la propria assillante presenza anche sull'area ionica della provincia di Catanzaro ove, direttamente attraverso i propri affiliati, a mezzo di propri fiduciari nominati responsabili della conduzione delle attività delittuose o attraverso la messa «sotto tutela» di cosche alleate, aveva monopolizzato il business delle estorsioni ai danni di esercizi commerciali ed imprese anche impegnate nella realizzazione di opere pubbliche. Tra il 2015 ed il 2016 infatti, in particolare a Catanzaro, una cellula della cosca, dipendente dalla cosca madre di Isola Capo Rizzuto ma radicata nel capoluogo, aveva perpetrato una serie impressionante di danneggiamenti a fini estorsivi per fissare con decisione la propria influenza sull´area mentre cosche satelliti della famiglia Arena avevano fatto altrettanto nell'area, di rilevante interesse imprenditoriale e turistico, immediatamente a sud di Catanzaro ricadente nei comuni di Borgia e Vallefiorita.

Giochi e scommesse online
Il blitz contro la cosca Arena ha permesso di provare che la potente famiglia di 'Ndrangheta ha acquisito e mantenuto- si spiega in un comunicato - avvalendosi del potere di intimidazione, una «posizione dominante», nel settore della raccolta delle scommesse on line e del noleggio degli apparecchi da intrattenimento, nella città di Crotone e nel suo hinterland, conseguendo enormi profitti attraverso l'alterazione degli equilibri concorrenziali che ha determinato la concentrazione della raccolta del gioco nelle mani del crimine organizzato, precludendo l'accesso ad altri operatori commerciali. L'indagine delle Fiamme Gialle ha accertato che la società bookmaker 'Centurion bet ltd', attiva nel settore delle scommesse, operativa in Italia con oltre 500 agenzie e ramificata in tutto il mondo, ha messo a disposizione, per il tramite del barese Francesco Martiradonna , i propri circuiti di gioco on line, alla società 'Kroton games', operante nella provincia di Crotone ed espressione commerciale della cosca Arena, determinando volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro.