21 maggio 2019
Aggiornato 08:30
Giunta Raggi

Terza dimissione nella giunta Raggi: Muraro esce da indagata

La sindaca di Roma, con un video messaggio su Facebook ha spiegato di aver assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale. Critiche da Fdi e Pd

ROMA - «Ho appena finito una riunione di maggioranza. Ho comunicato ai miei consiglieri di aver accettato le dimissioni dell'assessore Paola Muraro», ha annunciato questa mattina la sindaca di Roma, Virginia Raggi con un video messaggio su Facebook. La prima cittadina ha proseguito: «Non sono entrata nel merito dell'avviso, ho accettato le sue dimissioni e ho assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale». Raggi ha spiegato di averlo fatto per «dare continuità all'azione amministrativa sia nel risanamento di Ama che nel rilancio di tutto il settore ambientale».

Raggi perde un altro pezzo
Muraro ha fatto sapere di aver ricevuto un avviso di garanzia in riferimento all'articolo 256 del Testo unico sull'ambiente e che sarà ascoltata come indagata il prossimo 21 dicembre, «sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti», ha commentato. Muraro è il secondo assessore a lasciare la compagine della Raggi, dopo le dimissioni di Marcello Minenna, già al Bilancio, senza contare l'addio dell'ex capo di gabinetto, Carla Raineri e le turbolenze dei giorni scorsi intorno all'assessorato all'Urbanistica di Paolo Berdini.

Ghera (Fdi): «Muraro sapeva da quest'estate che l'assessore all'Ambiente era indagato»
Parole molto dure da Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An in Campidoglio: «Se i grillini pensano di prendere in giro i romani hanno sbagliato di grosso, tutta la città per stessa ammissione, peraltro tardiva, della Muraro sapeva da quest'estate che l'assessore all'Ambiente era indagato. Come Fratelli d'Italia denunciammo fin dal suo insediamento l'anomala e strapagata attività di consulenza in Ama ed il conflitto d'interessi attorno al suo ruolo, tanto da definirla simpaticamente l'assessore 'medaglia d'oro alle consulenze'».

Santori (Fdi): «Raggi sapeva ma preferì coprire»
Per Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia, le dimissioni di Muraro mettono fine «all'ennesima presa in giro dell'Amministrazione Raggi verso i romani», ricordando «le patetiche fandonie del sindaco e del suo assessore quando venne omesso dalla Muraro di essere indagata nell'ambito di un'inchiesta per reati ambientali. La Raggi sapeva da tempo ma preferì 'copirire' il suo assessore e mentire ai cittadini. Ci volle la commissione Antimafie».

La posizione del Pd
Anche dal Partito democratico sono arrivate forti critiche: il deputato del Pd, Andrea Romano, ha parlato di «dimissioni quasi clandestine», avvenute «in piena notte». Romano ha ricordato che Grillo e la Raggi in questi mesi «si sono battuti con tutte le loro forze a favore dell'assessore Muraro, andando oltre ogni regola del loro movimento. Hanno difeso politicamente un elemento che rappresenta un fortissimo legame con il passato e con i poteri veramente forti della Capitale. Il tributo pagato ad Alemanno rivela il suo prezzo per i romani, che oggi pagano i giochi di potere dei 5 stelle». Sulla stessa linea il senatore Pd, Stefano Esposito, che ha parlato di «un fallimento annunciato. L'inadeguatezza dei 5stelle, mescolata alla malafede costante sia nella giunta Raggi che in molte altre esperienze di amministrazioni locali, porta a galla tutta l'ambiguità di un movimento capace solo di declamare a parole 'onesta«».