19 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Il contrattacco del Pd

Proposta M5S su taglio a stipendi Parlamento: lo scontro in aula

E' stata rinviata in commissione la proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle sul taglio degli stipendi dei parlamentari: 109 i voti di scarto. Contrari al rinvio anche Forza Italia, FdI e Sinistra

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ROMA - Con Beppe Grillo seduto nella tribuna ospiti della Camera, è stata rinviata in commissione la proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle sul taglio degli stipendi dei parlamentari: 109 i voti di scarto. La prima firmataria della proposta Roberta Lombardi fuori da Montecitorio si è sfogata: "Continuano insopportabilmente a prenderci per i fondelli: questo è inaccettabile». In aula aveva detto: "Noi rigettiamo il motivo istituzionale perché l'Italia non si ferma il 4 dicembre perché dopo il 4 dicembre ci sarà il 30 maggio, questo paese si basa solo sulle scadenze elettorali e mai sui bisogni dei cittadini".

Contrari al rinvio anche FI, FdI e Sinistra
Contrari al rinvio, oltre ai pentastellati, anche Forza Italia, Fratelli d Italia e Sinistra Italiana. La proposta di rinvio è stata lanciata da Lorenzo Dellai capogruppo di Democrazia solidale - Centro democratico e sostenuta dal Pd. Il capogruppo Ettore Rosato: "Grazie presidente, spetta a me dire perché 'si" al rinvio in Commissione", ha esordito "Abbiamo provato a ragionare con il M5s, lo abbiamo fatto con la volontà di arrivare fino in fondo, ma a loro non interessava venire in aula per una legge che mettesse ordine, tagliasse i costi", ha aggiunto.

Pd: "M5s vuole motivare il no al referendum"
"Ma poi perché ora in calendario, perché adesso. Adesso in calendario perché la vostra preoccupazione è di poter motivare il no al referendum costituzionale, noi in coerenza con quanto abbiamo detto - 1979 Nilde Iotti 'mille parlamentari sono troppi' - noi i parlamentari li vogliamo ridurre, voi volete tagliargli la paga ai senatori, noi li cancelliamo, è una differenza di sostanza", ha attaccato l'esponente dem.