22 settembre 2021
Aggiornato 23:00
La crisi del covid

Crisanti: «L’approvazione dell’Fda a Pfizer elimina le ambiguità e apre le porte all’obbligo vaccinale»

Il docente di microbiologia dell'Università di Padova: «Questi sono vaccini che sono stati somministrati in quattro miliardi di dosi, ed hanno degli effetti collaterali minimi e reversibili»

Andrea Crisanti, docente di microbiologia dell'Università di Padova
Andrea Crisanti, docente di microbiologia dell'Università di Padova ANSA

«Penso che sia un'approvazione che elimina tutta una serie di ambiguità, che erano nate: ho sentito tantissime volte persone che dicevano che non si vaccinavano perché questo vaccino era autorizzato in via emergenziale, e non tenevano conto appunto del fatto che dopo quattro miliardi di dosi somministrate in via emergenziale, 'autorizzato', di fatto, era un termine che si sarebbe rapidamente aggiornato con l'approvazione. Chi non si vaccinava, perché era un vaccino autorizzato in via emergenziale, non ha più quest'alibi: dal punto di vista della paura delle persone, questi sono vaccini che sono stati somministrati in quattro miliardi di dosi, ed hanno degli effetti collaterali minimi e reversibili». Lo ha detto a Sky TG24 Andrea Crisanti, docente di microbiologia dell'Università di Padova, ospite di 'Timeline', commentando la piena approvazione da parte della statunitense Food and Drug Adminstration (FDA) per la somministrazione del vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech dai 16 anni in su.

«Sono vaccini estremamente sicuri - ha proseguito il professore - non c'è più questo alibi formale che veniva utilizzato. Dal punto di vista giuridico diventa un vaccino approvato, che apre le porte a provvedimenti di legge che possono indurre all'obbligo della vaccinazione».

«Vaccini dovranno essere aggiornati»

«Con un variante che ha un R0 di 6, chi non si vaccina prima o poi si infetta nel giro di un anno/un anno e mezzo. Quindi è urgente che la maggior parte delle persone si vaccinino. Chiaramente il fatto che i vaccinati possano contagiarsi è un elemento di riflessione, probabilmente questi vaccini dovranno essere aggiornati perché non è una buona cosa permettere al virus di trasmettersi in presenza di persone vaccinate: queste ultime rappresentano una pressione selettiva per sviluppare varianti resistenti, quindi è un argomento su cui il mondo scientifico dovrà interrogarsi e probabilmente anche aggiornare tutte le misure di prevenzione. Queste nuove varianti che infettano anche i vaccinati sono un elemento di preoccupazione».

«L'esigenza della terza dose deriva dall'osservazione che molte persone fragili e anziane si ammalano, nonostante siano state vaccinate pienamente con due dosi, e a volte si ammalano anche in misura grave, sembrerebbe che in qualche modo la vaccinazione stia perdendo effetto. Ora, il problema è che non si sa bene se la vaccinazione sta perdendo effetto perché magari il livello di anticorpi diminuisce oppure perché le nuove varianti, di fatto, sono parzialmente resistenti al vaccino. Questo è un aspetto che dovrà essere prima o poi chiarito, e penso che l'esperienza di Israele ce lo dirà, perché se in Israele, nonostante la terza dose, le persone fragili ed anziane continuano ad ammalarsi, è chiaro che questo vaccino non è in grado proteggerle bene, e allora non li proteggerà neanche la quarta e quinta dose: questo significa che diventa più urgente probabilmente aggiornare i vaccini, piuttosto che fare terze, quarte e quinte dosi».

«Comunque fortunatamente - ha aggiunto - Israele ha aperto la strada per tutti quanti, e presto avremo i dati per capire se effettivamente la terza dose è in grado di esercitare un effetto protettivo contro queste nuove varianti. In caso la risposta fosse positiva, chiaramente, è giustificata appieno la terza dose a tutte le persone fragili o a coloro che hanno fatto la vaccinazione più di otto/nove mesi fa. Mentre se i dati di Israele dimostrassero che quelle persone, nonostante la terza dose, rimangono suscettibili, è chiaro che a questo punto fare la terza, o anche la quarta dose, ha un effetto limitato. Sicuramente il virus è in evoluzione, e chiaramente anche la nostra risposta deve tenere conto di quello che sta succedendo al virus. Penso che avremo sicuramente verso ottobre/novembre avremo i dati aggiornati».