17 giugno 2021
Aggiornato 05:00
La crisi economica

La pandemia fa precipitare il PIL piemontese: -6,8%

Il dato è stato calcolato, in grande anticipo rispetto alle stime dell'Istat, dal Comitato Torino Finanza, in grado di misurare l'attività economica regionale in tempo quasi reale

La pandemia fa precipitare il PIL piemontese: -6,8%
La pandemia fa precipitare il PIL piemontese: -6,8% ANSA

TORINO - Nell'anno della pandemia il Piemonte riduce la perdita del Pil, che si attesa al 6,8% rispetto alla media nazionale del -8,9%. Il dato è stato calcolato, in grande anticipo rispetto alle stime dell'Istat, dal Comitato Torino Finanza, in grado di misurare l'attività economica regionale in tempo quasi reale grazie a un modello statistico inedito e innovativo, il cosiddetto «Pil Nowcasting».

«Ci conforta apprendere che il Piemonte sta andando meglio del resto d'Italia, ma non dimentichiamoci che questo calo del 6,8% rappresenta 7 miliardi in meno di Pil», commenta sulle pagine locali del quotidiano La Stampa Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza. «Ricordiamo anche che nel trimestre oggetto di stima pesava ancora poco lo stop obbligato del turismo invernale - aggiunge - che si vedrà nel trimestre successivo. Dobbiamo quindi non illuderci di essere fuori dall'emergenza».

Il dato del Pil regionale, seppur migliore di quello nazionale, «non può e non deve consolarci», osserva il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, secondo cui «dovremo lavorare ancor più duramente, come istituzioni locali e nazionali, per recuperare il gap economico creato dalla pandemia». Tanto più che la congiuntura negativa si sentirà ancora sulle stime del I trimestre 2021.

Piemonte turistico ripartirà «con fantasia»

Dalla crisi del turismo provocata dalla pandemia, il Piemonte intende ripartire «con determinazione e fantasia», puntando sempre più sul digitale e le nuove tecnologie. E' quanto emerge dal convegno 'Intelligenza artificiale, blockchain, big data: quali prospettive per la valorizzazione del territorio?', organizzato da VisitPiemonte a Torino.

Proprio mentre, se sarà confermato, il capoluogo regionale si appresta a diventare sede dell'I3A, i soggetti del territorio cercano sinergie per sfruttare sempre più le opportunità offerte dal digitale nel campo dell'accoglienza. Ma c'è anche la provocazione di un esperto francese, Jeanne-Pierre Darnis dell'Université Cote d'Azur, che arriva a proporre i borghi da riscoprire come rilassanti «oasi di turismo digital-free».

Obiettivo, evitare il cosiddetto 'effetto Venezia', che per l'ad di VisitPiemonte, Maria Grazia Pellerino potrebbe essere raggiunto anche «sfruttando l'intelligenza artificiale per orientare il turista, anziché fornirgli solo ciò che secondo l'algoritmo rientra già nei suoi desideri».