2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Emergenza coronavirus

Domenico Arcuri: «L'alternativa al contact tracing è continuare a sopportare i sacrifici di queste settimane»

Il commissario all'emergenza: «Vanno conosciuti, in qualche misura tracciati, i contatti. La prudenza e la cautela sono da sempre una cifra del mio pensiero»

Domenico Arcuri, commissario all'emergenza coronavirus
Domenico Arcuri, commissario all'emergenza coronavirus ANSA

ROMA - «Stiamo attrezzando una batteria di strumenti per accompagnare questo possibile alleggerimento. Uno è il contact tracing, una modalità per garantire la possibilità che vengano conosciuti, in qualche misura tracciati, i contatti che le persone hanno, che sono molto importanti qualora purtroppo un cittadino sia contagiato. Possono essere utilizzati per contenere la trasmissione del contagio. Alleggerire le misure di contenimento significa essere in condizione di mappare tempestivamente i contatti. L'alternativa è semplice: le misure non possono essere alleggerite e dovremo continuare a sopportare i sacrifici di queste settimane». Lo ha spiegato il commissario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri, alla conferenza stampa alla Protezione Civile.

Tmparato a contenere virus, ma ancora cautela e prudenza

Per far partire la fase 2 «non dobbiamo abbandonare nè la cautela, nè la prudenza: il virus è ancora tra noi. Abbiamo imparato a contenerlo, i nostri concittadini hanno imparato ad attrezzarsi, a fronteggiarlo, a costo di molte vittime e una sostanziale privazione delle nostre libertà. Per questo dobbiamo sapere che è ancora tra noi, è un po' meno forte, un po' più conosciuto, ma non è stato sconfitto nè allontanato. In prossimità delle decisioni che verranno prese dal governo nelle prossime settimane, dobbiamo sottolineare anche noi, come il presidente del Consiglio e i ministri stanno facendo, che non va presa nessuna decisione frettolosa: bisogna essere ancora più consapevoli e responsabili, i nostri cittadini devono essere tutti partecipi».

Sulla fine del lockdown, ha spiegato, «io non do consigli al governo. La prudenza e la cautela sono da sempre una cifra del mio pensiero. L'andamento dell'epidemia è noto a tutti: i numeri ogni giorno ci danno il segno che sta regredendo, ma attendo che il governo mi dica quali saranno le componenti della seconda fase e quando inizierà».

2573 gli italiani ancora ricoverati in terapia intensiva

«Voglio ricordare due numeri: 2573, gli italiani ancora ricoverati in terapia intensiva; e 2659, i ventilatori, le apparecchiature che servono nelle terapie intensive per combattere il virus e salvare le vite dei nostri concittadini. Da ieri, per la prima volta, il numero di ventilatori che noi, grazie a questo sforzo straordinario, abbiamo mandato alle regioni italiani è più dei ricoverati in terapia intensiva: è un segno che il contagio si sta attenuando, la curva è sotto controllo, ma anche che si cominciano a vedere numeri che stanno cominciando a confortarci».

«Ieri è stato il primo giorno in cui il numero di ricoverati si è ridotto rispetto al giorno prima: possiamo dire, con qualche orgoglio, che abbiamo attrezzato il Ssn di una quantità di strumenti che da ieri è superiore rispetto a quelli che servono a contrastare l'emergenza», ha concluso Arcuri.

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