22 novembre 2019
Aggiornato 11:00
Emergenza sbarchi

Open Arms «possibilista» su ipotesi sbarco in Spagna

La decisione, definita inizialmente «incomprensibile» dal personale della Ong, sarebbe adesso valutata positivamente dagli stessi volontari

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LAMPEDUSA - Sembra sempre più vicina la possibilità che alla fine, dopo 18 giorni d'attesa davanti a Lampedusa, i 107 migranti a bordo della nave Open Arms possano essere trasferiti alle isole Baleari per sbarcare. La decisione, definita inizialmente «incomprensibile» dal personale della Ong, sarebbe adesso valutata positivamente dagli stessi volontari e dal Viminale si attendono le indicazioni che prevederebbero l'impiego di navi militari per trasferire i migranti in Spagna, dove il premier Sanchez ha autorizzato lo sbarco, come accadde l'anno scorso per la nave Aquarius.

107 persone a bordo e 19 volontari

«Dopo 18 giorni di stallo, Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato un accordo, ma è una decisione che ci appare del tutto incomprensibile, surreale - ha detto il presidente di Open Arms Riccardo Gatti -. Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalla costa di Lampedusa, gli Stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra di affrontare tre giorni di navigazione in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l'Europa nega. Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro». Secondo Gatti, un modo «per dare dignità ai naufraghi potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid. Affittare un Boeing per 200 persone viene 240 euro a passeggero. La soluzione Aquarius, lo scorso anno, per una nave della guardia costiera è costata 250 mila euro mentre la spesa per l'altra nave neanche si è saputa».

Il braccio di ferro con il Viminale

Il braccio di ferro con il ministro dell'Interno Matteo Salvini era proseguito anche stamattina, co il ministro che aveva ribadito ancora una volta il suo «no» allo sbarco. Intanto, stamattina sono stati imbarcati sul traghetto Sansovino della Siremar i 37 migranti sbarcati nei giorni scorsi dalla nave Open Arms a Lampedusa. Tra loro ci sono 24 minori. La nave è in navigazione verso Porto Empedocle dove arriverà in serata. Quindi i migranti verranno smistati in diversi centri d'accoglienza.

Sbarcati autonomamente altre 110 persone

E mentre la Open Arms attende da 18 giorni il via libera all'attracco, e sbarcare i 107 migranti a bordo, in appena 48 ore sulla maggiore delle Pelagie sono arrivati, con sbarchi autonomi 110 persone in tre distinti approdi. Il primo è avvenuto ieri, domenica, quando sull'isola sono arrivati 57 migranti. La notte sorsa, invece, un gruppo di 16 tunisini è stato intercettato dalla Guardia di Finanza su un barchino a poche miglia dall'arcipelago agrigentino. L'ultimo arrivo in ordine di tempo è avvenuto stamani, quando a Lampedusa è arrivato un gruppo di 37 migranti intercettato anche in questo caso da una motovedetta della Guardia di Finanza.