18 ottobre 2019
Aggiornato 11:00
I No Tav in Valsusa

Corteo No Tav, manifestanti forzano zona rossa ed esultano

Intanto ieri è arrivata all'UE la lettera del ministero dei Trasporti con cui l'Italia si impegna a completare la Tav

Video Agenzia Vista

CHIOMONTE - Iniziata in ritardo a causa della pioggia, la marcia No Tav è riuscita a forzare le barriere e raggiungere il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte, in Val di Susa, per protestare contro il progetto dell'alta velocità confermato nei giorni scorsi dal Governo Lega-M5S. Le forze dell'ordine hanno lanciato «centinaia di lacrimogeni», hanno riferito i manifestanti, e contro la Polizia sarebbero state esplose alcune bombe-carta, ma nel corso della giornata non ci sono stati feriti. Oggi è arrivata all'Ue la lettera del ministero dei Trasporti con cui l'Italia si impegna a completare la Tav. A confermarlo, su Twitter, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Migliaia di No Tav

Il corteo No Tav è partito attorno alle 14.30 da Venaus, in Val Cenischia. L'iniziativa, alla quale partecipano diverse migliaia di manifestanti, si inquadra nel «Festival Alta Felicità» che si svolge a Venaus (25-28 luglio) con dibattiti e concerti. Attorno alle 18 un gruppo di manifestanti è riuscito a forzare la prima di due file di barriere Jersey che proteggono il cantiere, dal lato della località Giaglione, nonostante i lacrimogeni. Altri spezzoni del corteo hanno tentato di raggiungere il cantiere da altri lati. Alla fine il cancello che bloccava il passaggio è stato smantellato e, come hanno riferito diversi manifestanti via social media, così come alcune radio (Radiosonar, Radio onda d'urto) e il globalproject.info, i manifestanti hanno raggiunto il cantiere. Successivamente, intorno alle 19.30, i manifestanti hanno iniziato a tornare indietro.

Salvini: «La violenza non sarà tollerata»

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, nei giorni scorsi ha fatto riferimento alla manifestazione programmata oggi con queste parole: «Ci saranno almeno 500 agenti sul posto, conto che tutti usino la testa. Siamo in democrazia, ognuno è libero di dire quello che vuole, se ci fosse un solo episodio di violenza non resterà impunito. Se qualcuno cominciasse a fare casino, ad attaccare, bruciare, minacciare e insultare, nessuno resterà a guardare. Spero che sia una pacifica e affollata manifestazione, ma non sarà tollerato alcun episodio di violenza». Il movimento cinque stelle oggi ha annunciato la presentazione al Senato di una mozione contro la Tav. «Noi non ci arrendiamo! Noi pensiamo al paese, non facciamo regali a Macron», ha detto il capo politico M5S.

L'invito alla calma di Perino

Il leader storico dei No Tav, Alberto Perino, aveva avvertito, questo pomeriggio prima che si avviasse la marcia, che oggi chi «tira una pietra, una castagna, o qualunque cazzata» deve sapere che «lo fa solo per fare un regalo a Salvini» e non al movimento. Perino ha anche espresso delusione per Beppe Grillo. Dal corteo, cori critici nei confronti sia della Lega che del M5S. Tra gli slogan, «M5S assorbiti da Salvini».

«Fermarlo tocca a noi»

Il movimento No Tav aveva commentato così, nei giorni scorsi, la decisione assunta dal Governo Conte di confermare il progetto: «Amici dalle parti del governo non ne abbiamo mai avuti. La manfrina di tutti questi mesi giunge alla parola fine e il cambiamento tanto promesso dal governo, getta anche l'ultima maschera, allineandosi a tutti i precedenti». La mosse di Conte, continuava il comunicato No Tav, «conferma, di portare il voto in un parlamento dove il voto è già scontato e dove il Movimento 5 stelle voterebbe contro, tentando di salvarsi la faccia dicendo 'siamo coerenti, abbiamo fatto tutto il possibile'. Noi invece sapremo sempre cosa fare, proseguendo la nostra lotta popolare per fermare quest'opera inutile ed imposta». Per il movimento No Tav, «fermarlo è possibile, fermalo tocca a noi!». Uno striscione con questo slogan, «Fermarlo tocca a noi», è stato appeso dai manifestanti ad una barriera del cantiere.