20 luglio 2019
Aggiornato 21:30
Genova

A sei mesi dal crollo del ponte Morandi Genova si ferma per ricordare

Alle 11.36, l'ora del disastro, nei cantieri della demolizione è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle 43 vittime. Il Sindaco Bucci: «Mai abbassato la testa»

A sei mesi dal crollo del ponte Morandi Genova si ferma per ricordare
A sei mesi dal crollo del ponte Morandi Genova si ferma per ricordare ANSA

GENOVA - A sei mesi dal crollo del ponte Morandi Genova si ferma per ricordare. Alle 11.36, l'ora del disastro, nei cantieri della demolizione è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle 43 vittime. Intanto in via Fillak, come ogni mese ormai, si è tenuta la commemorazione di cittadini, comitati e associazioni che si sono dati appuntamento per ricordare, con il lancio di 43 rose nel torrente Polcevera, le persone che hanno perso la vita nel disastro. Per la prima volta, sullo sfondo, il moncone ovest parzialmente smontato.

Bucci: «Mai abbassato la testa»

«Non abbiamo mai abbassato la testa. Noi tutti, genovesi. Siamo stati uniti, solidi e caparbi, proprio come la nostra storia ci ha sempre insegnato ad essere», ha detto il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci. «Non dimentichiamo le 43 vittime, le loro famiglie e una città che soffre ancora oggi, ma che dal primo minuto, asciugate le lacrime, ha mostrato forza, carattere e voglia di rialzarsi», ha detto il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi.

Cozzi: Ricostruzione a Aspi inopportuna

«Se Autostrade avesse demolito e ricostruito il ponte sarebbe stato inopportuno, se non forse imbarazzante. Avrebbe potuto farlo, con tutte le cautele del caso, ma per fortuna non è successo». Lo ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi riferendosi al ricorso al Tar presentato da Aspi contro la nomina a commissario del sindaco Bucci e l'assegnazione dei lavori di ricostruzione alla cordata Salini-Fincantieri-Italferr. «Se ho il sospetto che a casa mia c'è stata una fuga di gas per una qualche responsabilità dell'installatore - ha detto -, se viene lui a risistemarla devo stare con gli occhi ben aperti. Ecco se Autostrade avesse messo mano sul viadotto, i tempi sarebbero diventati ancora più lunghi»«Ripeto - conclude il procuratore - con tutte le cautele del caso avrebbero potuto farlo. Ma con un incidente probatorio in corso, da un lato fai le indagini che riguardano loro e dall'altro lato autorizzi ad andare sul ponte a fare lavori. Per fortuna non è successo: sarebbe stato inopportuno».