21 luglio 2019
Aggiornato 11:30
Genova

Ponte Morandi: «demolizione ingiustificata», esposto alla Corte dei Conti

Per i firmatari dell'esposto la scelta di demolire interamente il viadotto e ricostruirlo non trova una giustificazione tecnica e soprattutto comporterebbe un grave danno erariale

Il ponte Morandi a Genova
Il ponte Morandi a Genova ANSA

GENOVA - Per «presunte incongruenze e anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi a Genova», una cinquantina tra ingegneri, architetti, docenti universitari e liberi professionisti di diverse città italiane hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti della Liguria.

Danno erariale

Il capofila dell'iniziativa è il professor Enzo Siviero, ingegnere esperto di ponti. I professionisti chiedono di attivare i necessari accertamenti e provvedimenti al fine di evitare eventuali danni erariali. Per i firmatari dell'esposto la scelta di demolire interamente il viadotto e ricostruirlo non trova una giustificazione tecnica e soprattutto comporterebbe un grave danno erariale. «La demolizione integrale dell'opera e della sua totale ricostruzione non appare razionale né sufficientemente motivata», in quanto costituirebbe «una perdita irreversibile per il patrimonio pubblico oltre a comportare un produzione di un ingente volume di detriti», scrivono i firmatari nell'esposto.

Costi eccessivi

Non solo, nelle 5 pagine ora al vaglio della procura contabile, i firmatari sottolineano come il costo annunciato di oltre 200 milioni di euro sia eccessivo e spiegano come «il costo della ricostruzione della sola parte crollata e consolidamento dell'esistente è invece stimabile, in base ai costi correnti di mercato, tra i 70 ed i 90 milioni, con un tempo di esecuzione inferiore ai 12 mesi».

Procedura di affidamento «anomala»

Contestata anche la procedura di affidamento della demolizione e della ricostruzione che giudicano «anomala» in quanto affidate senza gara o comunque procedura concorrenziale ad evidenza pubblica.