24 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Governo Lega-M5s

Giorgetti: «Se c'è crisi si vota, no a ribaltoni»

Il Sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio: «Alleanza centrodestra? Il leader sarebbe indubbiamente Salvini. A Gennaio decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza»

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti ( ANSA )

ROMA - «Se c'è una crisi si va a votare». Lo ha detto Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio, a «Il confine», la nuova trasmissione di SkyTg24 condotta da Sarah Varetto. «Io ne ho visti tanti di ribaltoni, ma dico semplicemente che gli elettori M5s e Lega capiscono le difficoltà e mantengono fiducia in questo governo, e dobbiamo andare avanti finchè c'è questa fiducia e la possibilità di fare le cose scritte nel contratto. Se invece il governo non riesce per 'n' motivi a fare le cose scritte nel contratto non è giusto costituire un governo con transfughi e Salvini l'ha detto chiaramente».

Salvini leader del centrodestra

Giorgetti ha ricordato che dopo le elezioni «Mattarella le ha tentate veramente tutte, e questa l'unica formula che ha una maggioranza. Un centrodestra con 30-40 responsabili è una formula del passato: la gente non capirebbe e punirebbe chi si rende responsabile di queste manovre di palazzo». Quanto agli schieramenti e ai risultati di ipotetiche elezioni anticipate, «l'alleanza di centrodestra funziona bene in tante regioni. Potrebbe funzionare a livello nazionale, naturalmente i rapporti di forza vedono Matteo Salvini indubbiamente leader».

A Gennaio decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza

Su quota 100 e reddito di cittadinanza «i lavori preparatori sono molto avanzati e origineranno un decreto tra fine anno e gennaio» anche perchè «le due misure esordiranno da aprile». In particolare, sulle pensioni, chi ha i requisiti previsti dalla riforma «nel privato potrà andare in pensione dal 1 primo aprile, nel pubblico per motivi normativi dal 1 giugno». Mentre sul Reddito di cittadinanza sarà un provvedimento «come quello che c'è in molti paesi europei, e cioè per facilitare il passaggio dalla disoccupazione al lavoro». Il provvedimento riguarderà «anche gli stranieri regolarmente residenti in Italia» perchè «ci sono delle regole costituzionali».

Accordo con Bruxelles non intacca promesse elettorali

«Sì, oggi è una grande giornata per il governo, l'Italia e gli italiani. Il compromesso raggiunto non intacca minimamente la politica definita nella legge di bilancio che è esattamente quella che risponde alle promesse elettorali dei due partiti e al contratto di governo». Con l'Europa «abbiamo negoziato a lungo, e sono sicuro che quando sarà capito il contenuto della manovra gli umori saranno diversi. L'Europa non la deve cambaire il governo con la legge di bilancio, ci saranno le Europee e lì i cittadini potranno dire che Europa vogliono».