20 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Cronaca

Boldrini aggredita in aereo al grido di «prima gli italiani!». Lei: «E' tutta colpa di Salvini»

L'ex Presidente della Camera: «Altamente offensivo che non io non abbia a cuore gli italiani. Con Salvini un cortocircuito»

L'ex presidente della Camera Laura Boldrini
L'ex presidente della Camera Laura Boldrini ( ANSA )

ROMA - «Prima gli italiani, vergogna, prima gli italiani». Con queste parole un uomo sulla sessantina ha aggredito Laura Boldrini mentre faceva il check-in a Fiumicino pronta per imbarcarsi su un volo per Milano. L’ex presidente della Camera era diretta a Lodi per partecipare dove all’evento «La festa di Natale», organizzato dalle associazioni del circolo Cerri e dal Coordinamento Uguali Doveri. «Era paonazzo e schiumante di rabbia. Questo signore era pieno di livore, ho cercato di non rispondergli per non creare ulteriore scompiglio all’interno dell’aereo, però lui continuava ad alzare la voce» racconta la Boldrini in una intervista a Fanpage. «Era evidente che volesse solo insultarmi, non cercava un dialogo, perciò ho evitato uno scontro diretto». A quel punto lei ha fatto finta di niente e ha preso posto sull’aereo, ma lui, non contento, ha continuato ad importunarla. Le ha urlato contro con rabbia e cattiveria «vergognati», prima gli italiani, prima gli italiani. Si è chinato su di lei continuando a gridare. Solo a quel punto il portavoce Alivernini, seduto tre file più indietro, ha fatto «un balzo in avanti per farle da scudo». «Poi l’ho invitato a prendere posto e se n’è finalmente andato anche grazie alle proteste nei suoi confronti del personale di bordo e di alcuni passeggeri».

«Altamente offensivo che non io non abbia a cuore gli italiani»
«Per fortuna sono intervenuti tempestivamente il personale di bordo, il mio portavoce Flavio Alivernini, e altri passeggeri seduti vicino a me» racconta la deputata. «Non ho avuto paura, ma trovo sia stata una manifestazione di intolleranza molto grave, dovuta a una narrazione costruita sulle fake news, che hanno costruito su di me. È assurdo pensare che proprio io che ho rappresentato lo Stato per cinque anni, ricoprendo la carica di presidente della Camera, non abbia a cuore gli interessi degli italiani». Poi l'accusa nei confronti del vicepremier e ministro dell'Interno: «Questo è altamente offensivo nei miei confronti, è frutto di una strategia di mistificazione, messa in atto da persone senza scrupoli, tra cui l’attuale ministro degli Interni Matteo Salvini».

In viaggio verso Lodi per la storia della mensa a scuola
Boldrini era in viaggio proprio per partecipare alla festa di Natale dei bimbi protagonisti della vicenda della mensa di Lodi. «Ci tenevo a essere lì a scuola per portare i miei auguri e per ringraziare il comitato Uguali Doveri che aveva denunciato la discriminazione subita da questi bimbi stranieri e dai loro genitori, che sono migranti regolari che pagano le tasse. Questo comitato è riuscito a sensibilizzare moltissimi cittadini, che hanno sposato la causa e manifestato solidarietà». Sono stati raccolti 168mila euro, per appianare la distanza tra i bimbi italiani e quelli stranieri, esclusi dalla mensa. «Presenziare a questo evento è stato un modo per ritrovarci tutti insieme attorno a certi valori, di condivisione e fratellanza».

«Condotta discriminatoria»
Agli alunni della scuola era stato chiesto di partecipare a un concorso a tema sulla convivenza e l’accoglienza, esprimendosi attraverso i disegni. «Le maestre che hanno organizzato questa gara sono state bravissime, un presidio di civiltà. Volevo essere presente alla premiazione soprattutto per ringraziare tutti per il loro impegno». Riguardo alla sentenza del tribunale di Milano, che di fatto ha accertato la "condotta discriminatoria» della giunta leghista di Lodi, Boldrini commenta: «La sentenza ci dice sostanzialmente che abbiamo una Costituzione, che afferma all’articolo 3 il principio dell’uguaglianza. Ci dice che non si possono fare discriminazioni sulla pelle dei bambini. E il fatto che ci sia stata una mobilitazione spontanea da parte dei lodigiani mi è sembrata una boccata d’ossigeno per il Paese».

«Un cortocircuito chiamato Salvini»
Alla domanda se si aspettasse un messaggio di solidarietà da parte di Salvini, ecco la sua risposta: «Quello che è accaduto dimostra quale clima ci sia in questo momento. Io vorrei solo che in Italia i diritti di tutti venissero rispettati. Quest’uomo mi ha apostrofato in modo molto aggressivo, prima al check-in, e poi durante il volo. E a cosa non stupisce, se pensiamo che il ministro degli Interni ha fatto il suo comizio a Piazza del Popolo a Roma l’8 dicembre utilizzando la mia faccia nei cartelloni, accompagnata dalla scritta ‘Lei non ci sarà’, per alimentare l’odio contro di me. Ma come titolare del Viminale lui dovrebbe garantire la mia sicurezza». E invece «io ho subito un’aggressione verbale da parte di una persona che utilizzava il suo stesso linguaggio, le sue stesse parole. C'è un cortocircuito. Significa che Salvini non sta svolgendo il suo lavoro, sta facendo esattamente il contrario. Strumentalizza la contrapposizione politica al punto da trasformare l’avversario politico in nemico. In una situazione normale mi aspetterei una presa di posizione netta da parte di un ministro degli Interni. Ma non mi meraviglierei se ciò non accadesse oggi».

I precedenti
Peraltro non è la prima volta che l’ex presidente della Camera viene attaccata. Già in passato ha ricevuto numerosi insulti, molti dei quali tramite i social. In un altro episodio era stata aggredita verbalmente, ritrovandosi al centro di una polemica relativa al posto occupato in un volo di Alitalia. In quell’occasione era stata accusata da un imprenditore piemontese di aver occupato il suo posto in un volo di Alitalia, in prima fila. Posto che in realtà era stato ceduto a un passeggero con disabilità. La Boldrini era stata accusata tra l’altro di aver volato con la scorta, ma la notizia è stata in seguito smentita.