13 dicembre 2018
Aggiornato 05:30

Fratelli d'Italia scende in piazza «contro la fatturazione elettronica»

Giorgia Meloni convoca una manifestazione a Montecitorio per mercoledì 12 dicembre. E intanto parte anche la raccolta firme per bloccare il provvedimento

ROMA – Fratelli d'Italia sulle barricate contro la fatturazione elettronica. La controversa normativa, nonostante le proteste del centrodestra, partirà regolarmente dal 1° gennaio 2019. Con il rischio di mettere in difficoltà molti imprenditori, soprattutto quelli più piccoli, che non sono ancora pronti ad adeguarsi alla nuova modalità di emissione delle fatture, né potranno esserlo nei tempi stretti previsti dalla legge.

Tutti in piazza
A dar voce al loro malcontento ci pensa Giorgia Meloni, che ha lanciato, attraverso un filmato pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook, una manifestazione di piazza organizzata per mercoledì 12 dicembre alle ore 11, proprio per protestare contro il provvedimento: «Scendiamo in piazza a Montecitorio – spiega la presidente di Fdi – insieme ad artigiani, professionisti, imprenditori e commercianti per chiedere al governo che la fatturazione elettronica sia obbligatoria solo per le prestazioni di importo superiore ai 10 mila euro. E che sia posticipata per le piccole imprese al 2022. Fratelli d’Italia dalla parte di chi produce lavoro!».

Raccolta di firme
Oltre all'evento in piazza, la leader di Fratelli d'Italia invita i suoi sostenitori anche ad aderire alla raccolta firme che ha promosso, sempre attraverso la sua pagina Facebook: «Fateci capire: la fattura elettronica non si può rinviare perché assicura due miliardi di entrate allo Stato, dice il governo. Ma la spesa pubblica italiana ammonta a 880 miliardi. E proprio il governo del cambiamento e della lotta agli sprechi non riesce a trovarne 2 da tagliare per risparmiare l’ennesima mazzata alle imprese? Siamo al fianco delle imprese e scenderemo in piazza contro un provvedimento che le massacra per pagare il reddito di cittadinanza». Giorgia Meloni ha firmato in prima persona la petizione presso il gazebo di viale Europa a Roma sabato scorso, insieme all'altra raccolta lanciata contro il global compact, il documento delle Nazioni Unite «che vuole favorire l’immigrazione incontrollata», ha spiegato ai giornalisti presenti sul posto.