16 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Saviano, Casamonica e il caffè avvelenato: alla presentazione del libro di Lilli Gruber è Salvini-show

Il vicepremier al Tempio di Adriano di Roma presenta l'ultimo lavoro della giornalista. E non risparmia battute per nessuno

Matteo Salvini al Tempio di Adriano per la presentazione del libro di Lilli Gruber
Matteo Salvini al Tempio di Adriano per la presentazione del libro di Lilli Gruber (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Nel giorno del decreto sicurezza, prima del vertice di Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e "l'altro" vicepremier Luigi Di Maio è andato in scena il "Matteo Salvini show». La location: il Tempio di Adriano di Roma. L'occasione: la presentazione dell'ultimo libro della giornalista televisiva Lilli Gruber, L'Inganno. E il leader della Lega non si risparmia su nulla, dalla questione della scorta di Roberto Saviano al caffè offerto, e rifiutato, da «un Casamonica» fino a toccare i temi caldi del giorno: la sentenza d'appello sui Fondi della Lega e il rapporto con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Ecco, in una breve carrellata, le sette battute più significative del vicepremier.

Salvini e la scorta a Saviano
Per decidere le scorte «ci saranno criteri oggettivi, io non voglio sapere né nome né cognome» ma «voglio raddoppiare la scorta a Saviano perché se poi gli toccano un'unghia la colpa è mia». 

La questione del "padre di Di Maio"
«Non fatemi parlare di vicende personali che non conosco, non sono abituato a commentare fatti che non conosco. Ribadisco che sono contento mio padre sia un tranquillo pensionato, non commento il lavoro dei padri». 

Il boom nei sondaggi della Lega
«I sondaggi ci danno al 36% ma io non ci credo. Tengo i piedi per terra».

I 49 milioni
«Chiedetelo agli avvocati, non la sto seguendo io» la sua risposta, a precisa domanda, a proposito della conferma della confisca dei fondi della Lega. Cambia qualcosa? «Assolutamente no, i soldi continuano a non esserci».

Il caffè con i Casamonica
«Un Casamonica mi ha invitato per un caffè ma ho preferito non accettare perché non ho un assaggiatore...».

Il rapporto con Conte e Di Maio
«Mi divertono i retroscena in cui si dice che litigo. Magari lo faccio anche qualche volta, ma lo decido io. Per il momento, e penso anche in futuro, ho trovato con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio persone con cui lavoro molto bene».

La polemica con Gattuso
In chiusura, una battuta per chiudere la polemica con l'allenatore del Milan, Gennaro Gattuso: «Gli ho messaggiato, gli ho detto che quello che ho detto l'ho detto con il cuore da tifoso, non voleva essere un attacco al mister».