6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31
Cinema

Addio al maestro Bernardo Bertolucci

Il maestro del cinema italiano si è spento a Roma all’età di 77 anni dopo una lunga malattia

Il regista Bernardo Bertolucci
Il regista Bernardo Bertolucci ANSA

ROMA - Bernardo Bertolucci, regista di capolavori come «Novecento», «Ultimo tango a Parigi», «Il té nel deserto», «Piccolo Buddha» e «L’ultimo imperatore», il film da nove Oscar (per lui miglior regia e miglior sceneggiatura), è morto all’età di 77 anni a Roma dopo una lunga malattia. Era nato nell’Appennino di Casarola di Parma, la casa di famiglia dei Bertolucci, per poi spiccare il volo verso una storia e una carriera che ne hanno fatto un poeta, documentarista, regista, produttore, polemista, autore per eccellenza del cinema italiano, star del cinema internazionale.

Gli esordi a fianco di Pasolini
Figlio di un grande poeta come Attilio Bertolucci, amico di Pier Paolo Pasolini, amato da Moravia, vicino a Elsa Morante, a Cesare Garboli, a Enzo Siciliano, a Dacia Maraini, vince a vent’anni il Premio Viareggio per la poesia con «In cerca del mistero». Lavora come assistente di Pasolini. Il suo primo film, «La commare secca», è caratterizzato da atmosfere tipicamente pasoliniane. «Prima della rivoluzione», nel 1964, è una riscrittura a chiave di La Certosa di Parma, che diventa il suo manifesto cinematografico. Poi girerà «Partner», «Strategia del Ragno», «Il conformista».

Il successo con «Ultimo tango a Parigi»
La fama internazionale gliela dona «Ultimo tango a Parigi» il film con Marlon Brando, Maria Schneider, il tema della trasgressione e del sesso come unico valore, che fece scandalo con una vicenda censoria dalla quale è stato sempre difficile staccarlo. Nel 1976 gira «Novecento», un’epica grandiosa e «hollywoodiana», piena di grandi nomi del cinema italiano e internazionale. Tognazzi vincerà a Cannes con il suo «La tragedia di un uomo ridicolo». Nel 1987 Bertolucci conquista a sorpresa nove Oscar con «L’ultimo imperatore», un grande successo a livello mondiale. L’ultimo Bertolucci racconta di atmosfere orientali. Dopo «Il té nel deserto» arriva «Piccolo Buddha». Nel 2003 ritorna all’amato, mitico ’68 con la storia di tre ragazzi che intrecciano scoperte erotiche, politica e cinefilia in «The Dreamers». Nel 2012 l’ultimo lavoro «Io e te» dal romanzo di Niccolò Ammaniti.