3 agosto 2020
Aggiornato 12:00
Governo Conte

Il Corriere evoca le dimissioni di Savona, ma lui: «Gli piacerebbe...»

Secondo il quotidiano milanese, il ministro degli Affari europei starebbe pensando di lasciare. Il diretto interessato smentisce: «È il loro sogno fin dall'inizio»

Paolo Savona, ministro per gli Affari Europei
Paolo Savona, ministro per gli Affari Europei ANSA

ROMA – Un conto è rivalutare la propria linea politico-economica, un altro è pensare alle dimissioni. È quanto mette in chiaro il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, da giorni al centro di una serie di retroscena del Corriere della Sera. Perché se è (probabilmente) vero che il più euroscettico di tutti i membri del governo gialloverde, colui che spaventava a tal punto Bruxelles da vedersi sbarrata la porta del ministero dell'Economia, sta ammorbidendo le sue posizioni, convinto che non sia opportuno andare ad uno scontro diretto con l'Unione, ben altra storia è dire che voglia addirittura gettare la spugna.

Più che altro una speranza
Da un lato, infatti, Savona non aveva smentito le parole a lui attribuite ieri dal quotidiano di via Solferino, secondo cui avrebbe confidato ai suoi: «Non si può più andare avanti così, non ha senso. E la manovra com'è non va più bene: è da riscrivere». Dall'altro lato, però, oggi il Corsera si è spinto ben oltre. E in un retroscena firmato da Tommaso Labate ha scritto nero su bianco che è diventato «di fatto il primo ministro del governo Conte ad aver messo sul tavolo nientemeno che l'ipotesi delle dimissioni». Più che di una notizia, in questo caso sembra trattarsi di un auspicio, che però di possibilità di realizzarsi ne ha poche. Almeno stando alle secche dichiarazioni con cui lo stesso diretto interessato ha smentito l'articolo in questione: «Dimissioni? È il sogno del Corriere che me le chiedeva fin dal mio insediamento», ha commentato il ministro, interpellato dall'agenzia di stampa Reuters.

Oscurate le pagine fake
Un effetto concreto, però, l'articolo del Corriere lo ha avuto: se non nel governo, almeno su Facebook. Il pezzo del collega Labate, infatti, citava due pagine che si ispiravano al ministro, con contenuti piuttosto fantasiosi, come l'idea di proporlo per la segreteria del Pd o per la guida di un governo tecnico: «Savona-Rola» e «Indietro Savona». Pagine che, non ci sarebbe nemmeno il bisogno di precisarlo, con il titolare delle Politiche comunitarie non c'entravano nulla, tanto che lo stesso ministero ne ha chiesto al social network la cancellazione: «I due profili Facebook 'Savona-Rola' e 'Indietro Savona', citati oggi dalla stampa, sono stati oscurati e non erano in nessun modo riconducibili al ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona – ha precisato una nota del dipartimento – Il ministro Savona non è presente in alcuna forma sui social media, tranne che per le posizioni e le affermazioni pubblicate sui social media del dipartimento per le Politiche europee».