19 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Immigrazione

Da Mentana alle chiese evangeliche: è corsa a difendere Aquarius e Medici senza frontiere

La nuova inchiesta a carico della nave "dei migranti" ha fatto insorgere il mondo della sinistra. Il dg di Msf: «Accuse sproporzionate. Siamo indignati»

Un momento delle presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo della nave
Un momento delle presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo della nave ( ANSA )

ROMA - «Accuse sproporzionate»: così Gabriele Eminente, direttore generale di Medici senza frontiere Italia, ha commentato in conferenza stampa il sequestro deciso dal gip di Catania della nave Aquarius, nell'ambito dell'indagine che accusa l'ong Msf di traffico illecito di rifiuti. «La decisione del gip ci lascia sorpresi e francamente indignati per il tipo di accusa mossa a Msf», ha detto Eminente, aggiungendo: «La procura ha deciso di fare indagini e nessuno di noi mette in discussione questo, Msf non si sente al di sopra di qualsivoglia giudizio tanto meno al di sopra della magistratura. 

Medici senza Frontiere contro la procura di Catania
La nostra storia è fatta di un rapporto proattivo con le istituzioni italiane e anche con la magistratura e tribunale di catania»
, dopo gli accertamenti avviati sulle ong e sulle operazioni di soccorso in mare all'inizio del 2017 avviati proprio da Catania. E per questo «sono due anni» ha proseguito il direttore Msf Italia «che la nostra attività è scandagliata». In particolare l'accusa all'ong di traffico illecito di rifiuti «è singolare e molto sproporzionata». Il direttore generale ha fatto anche notare che il traffico avrebbe prodotto un «illecito profitto di poco più l'1 per cento di quanto Msf ha impegnato in tre anni per fare in mare un'attività di ricerca e soccorso. E avremmo messo in piedi un sistema così rischioso per un tale profitto?».

Anche le chiese evangeliche in difesa di Aquarius
«Il sequestro della nave Aquarius di Medici senza frontiere sembra mosso da orientamenti politici e da astio persecutorio nei confronti delle ONG»: così Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean hope (MH) - programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) - commenta l’operazione della Procura di Catania. «Smentita dai fatti e dagli accertamenti sull’operato delle ONG che aveva messo sotto inchiesta, la Procura di Catania continua la sua battaglia contro chi salva vite nel mar Mediterraneo. Questa volta lo fa con argomenti risibili che denotano un’intenzione tutta politica che non deve preoccupare solo chi è impegnato nel campo della solidarietà ma anche quanti vogliono difendere l’indipendenza della magistratura dal potere politico» prosegue Naso. «Per parte nostra, come MH, continuiamo a credere nel valore umano e morale del soccorso in mare e continuiamo a sostenere chi lavora in questo senso. Proactiva Open Arms proprio oggi ha lasciato Barcellona per una missione umanitaria nel Mediterraneo centrale. Siamo contenti» conclude Naso «che anche questa volta a bordo ci sia, come medico, una collaboratrice di Mediterranean Hope».

Mentana contro il pm Zuccaro
A scagliarsi direttamente contro il procuratore di Catania è stato il giornalista Enrico Mentana: «Zuccaro era partito un anno e mezzo fa con la denuncia di un complotto tra Ong e trafficanti di uomini, ai fini anche di minare l'economia italiana e non è riuscito a cavare un ragno dal buco. Ora parte con una nuova battaglia contro Medici senza Frontiere che seminerebbe malattie attraverso i rifiuti delle sue navi di migranti. Se alla fine di questo viaggio nelle accuse senza riscontro dovesse finalmente indagare su chi invece semina intolleranza e paura, rischierebbe di incriminare se stesso».