14 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Salvini dalla D'Urso spiega il dl: «Non regaleremo più finti permessi di soggiorno a chi spaccia e stupra»

Il Ministro dell'Interno: «Risparmieremo un po' di quattrini che utilizzeremo per assumere uomini e donne delle Forze dell'Ordine»

ROMA - Nel giorno dell'approvazione al Senato del decreto sicurezza, Matteo Salvini rilascia un'intervista a Pomeriggio 5 mentre a Roma il dl sta diventando realtà. A Barbara d'Urso, il ministro dell'Interno e vicepremier spiega i contenuti del decreto: «Questo decreto riguarda la vita di tutti gli italiani che vogliono vivere tranquilli. Continueremo a tutelare chi scappa davvero dalla guerra, donne, bambini e disabili. Dopo mesi di lavoro offro agli italiani, che mi pagano lo stipendio, non solo il decreto, ma anche un provvedimento sull'immigrazione». Poi la conferma della promessa fatta in campagna elettorale: «Non spenderemo più 35 euro al giorno ad immigrato, abbiamo dato una bella sforbiciata».

RISPARMI - La quota passerà dagli attuali 35 euro al giorno per migrante ai 19 euro per gli ospiti dei grandi centri e ai 26 euro per gli ospiti dei piccoli centri. «Fino a ieri si regalavano finti permessi di soggiorno a persone che poi andavano a spacciare, stuprare e far casino. Risparmieremo un po' di quattrini che utilizzeremo per assumere uomini e donne delle Forze dell'Ordine». E sul problema del sovraffollamento delle carcere chiarisce che «non si manda fuori nessuno, si costruiscano nuove carceri con i soldi risparmiati dalla riduzione degli sbarchi».

CON DI MAIO LAVORO BENE - Salvini ha anche voluto smentire l'indiscrezione sulla presunta intenzione della Lega di far cadere il governo per andare a elezioni anticipate il prossimo anno: «Non faccio saltare il governo solo perché i sondaggi dicono che siamo il primo partito in Italia», ha sottolineato, aggiungendo che sulla riforma della prescrizione richiesta dal Movimento 5 Stelle, gli alleati troveranno un accordo: «Con Di Maio lavoro bene da 5 mesi. Sulla giustizia dobbiamo trovare una quadra, i processi devono avere un inizio e una fine».