16 novembre 2018
Aggiornato 16:30

Bonafede apre a modifiche, Salvini: «Entro sera risolviamo tutti i problemi». E sulla presunta crisi...

Il MoVimento 5 Stelle non arretra, il leader del Carroccio smorza i toni e si dice sicuro che arriveranno a una soluzione
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede con quello dell'Interno Matteo Salvini
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede con quello dell'Interno Matteo Salvini (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Prescrizione, ci siamo quasi. Forse. Salvini calma gli animi dicendo che «entro sera risolviamo tutti i problemi». In collegamento con Pomeriggio Cinque su Canale 5, riguardo ai contrasti con l’altro vicepremier Luigi Di Maio sul tema della prescrizione, il leader del Carroccio smorza i toni: «I giornali a volte scrivono cose incredibili. Con Di Maio lavoro e lavoriamo bene da cinque mesi, abbiamo dimostrato che le cose se si vogliono si fanno. Hanno scritto che ieri ho sentito Berlusconi: non è vero, magari lo sentirò nei prossimi giorni, mi fa piacere». Sulla giustizia Salvini chiarisce che bisogna «trovare la quadra», ma i processi devono avere «un inizio e una fine, non si possono tenere ostaggi della giustizia».

Bonafede apre
Dall'altra parte c'è la posizione ferma del Guardasigilli Alfonso Bonafede: «Per noi è fondamentale tutta la legge anticorruzione, le battaglie di legalità per la sicurezza e la certezza della pena per il nostro governo sono fondamentali e andremo chiaramente avanti. La lotta sulla prescrizione è una battaglia contenuta nel contratto di Governo, l’emendamento pone una prescrizione che si interrompe dopo il primo grado». Parole che continuano a ripetersi, ora dopo ora. Ma rispetto cui il ministro della Giustizia apre a una possibilità di modellamento: «Chiaramente se arrivano proposte di miglioramento siamo pronti a valutarle come abbiamo sempre fatto».

Lo Stato «non può permettersi» di dire che la giustizia scade
A margine dell’inaugurazione del Giardino della Giustizia nel Parco della Romanina a Roma, Bonafede spiega che «è chiaro però che ci deve essere un principio fondamentale che quell’emendamento contiene». Ad esempio, nel caso di un procedimento a carico di uno stupratore, inizia il processo, c’è il primo grado: «Non è immaginabile che magari arrivi una prescrizione al secondo grado o in Cassazione». Il punto è questo: dopo il primo grado di giudizio lo Stato «non può permettersi» di dire che la giustizia scade. «Abbiamo sempre detto che le persone che sbagliano pagano, affronteranno un processo che deve arrivare dall’inizio alla fine», ha concluso.