20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Reggio Emilia

Si è arreso l’uomo barricato con ostaggi in un ufficio postale

Francesco Amato si è consegnato ai Carabinieri: «È stato un lavoro di negoziazione senza nessun tipo di intervento di forza»

Carabinieri e polizia a Pieve Modolena davanti all'ufficio postale nel quale Francesco Amato era rinchiuso con alcuni ostaggi
Carabinieri e polizia a Pieve Modolena davanti all'ufficio postale nel quale Francesco Amato era rinchiuso con alcuni ostaggi ANSA

REGGIO EMILIA - Si è arreso Francesco Amato, l’uomo che si era barricato nell’ufficio postale di Pieve Modolena che da questa mattina ha tenuto in ostaggio alcuni dipendenti, armato di un coltello. È stato portato al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia. Sul posto erano anche schierati i reparti speciali del Gis di Livorno, pronti a intervenire, ma – spiegano i militari – «non c’è stata nessuna irruzione. È stato un lavoro di negoziazione senza nessun tipo di intervento di forza». Amato ha infatti fatto uscire prima tutti gli ostaggi, all’ultima ha consegnato il coltello, per dimostrare la sua resa, poi è uscito e si è consegnato ai Carabinieri.

Chi è Francesco Amato
Amato era stato condannato il 31 ottobre a 19 anni nel processo Aemilia sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord Italia e su di lui pendeva un ordine di carcerazione. Aveva anche chiesto di parlare con il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Dopo ore di trattative con i Carabinieri aveva rilasciato i clienti ed era rimasto con quattro dipendenti in ostaggio.

«A Reggio Emilia la famiglia Amato vuole comandare»
Di Amato aveva parlato nell’ultima udienza del processo il pentito Antonio Valerio, detto «Il Pulitino», che aveva raccontato come a Reggio Emilia la famiglia Amato «vuole comandare. Va gridato in Aula, tant’è temeraria la famiglia Amato», aveva detto la scorsa settimana. «Tutti coloro che hanno commesso dei reati lo hanno percepito molto bene. Nessuno escluso. Donne comprese. Poiché sono le donne il cordone ombelicale di questa associazione da quando i mariti, i fratelli e i cognati sono in carcere. Il potere non lo mollano a nessuno i Sarcone e la linea di comando c’è. Dopo Carmine Sarcone, c’è Beppe Sarcone. Gli Amato devono aspettare, altrimenti i Gitani devono sparare se vogliono il comando come abbiamo fatto noi cutresi nel ’90».

Reggio Emilia sotto assedio della ‘ndrangheta
Reggo Emilia, una città che a detta dello stesso pentito «è sotto un assedio della ‘ndrangheta senza precedenti. Neanche i terroristi erano arrivati a tanto», aggiungendo che «noi usiamo gli appartamenti venduti in nero e il credito d’Iva come una criptovaluta molto più spendibile dei bitcoin. La ‘ndrangheta è una holding in continua evoluzione. Da qui a quattro cinque anni vedrete che cambiamento ci sarà dentro e fuori dalla Calabria. Non illudetevi che la ‘ndrangheta è finita qui».