18 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Ilaria Cucchi, lo sfogo in tv: «Minacce a me e alla mia famglia. Ho paura»

In diretta da Fazio ha ripercorso il lungo calvario giudiziario per scoprire la verità sulla morte del fratello Stefano. Con tanto di straziante confessione sul padre

MILANO - Commovente e forte l'intervento di Ilaria Cucchi a Che Tempo che Fa di Fabio Fazio su Rai1, accompagnata dall'Avvocato Fabio Anselmo. Dopo aver ripercorso il lungo calvario giudiziario per scoprire la verità sulla fine del fratello Stefano ha raccontato delle numerose minacce e insulti che proprio in questi giorni hanno colpito lei e la sua famiglia. «Mi rivolgo a chi continua a insultarmi e minacciarmi e a chi vuole far passare il concetto che io e l'avvocato Anselmo siamo il partito anti-polizia. Noi abbiamo fiducia nelle Istituzioni e stasera voglio esprimere il mio ringraziamento alla squadra mobile di Roma per le indagini svolte sul caso di mio fratello e agli agenti del Commissariato di Porta Maggiore dove ormai mi reco ogni giorno per presentare denunce contro queste continue minacce»

«Prima insultavano Stefano. Ora insultano me»
Poi ha puntualizzato: «È un meccanismo stranissimo: abbiamo sempre ricevuto insulti diretti a Stefano. Oggi che nelle aule di giustizia la verità è entrata forte e chiara, gli insulti sono alla sua famiglia, a me». Alla domanda di Fabio Fazio se ne avesse paura, la sorella ha risposto senza esitare: «Si». 

«Mio padre guarda il film su Stefano ogni sera»
Nel corso dell'intervista Ilaria Cucchi ha ricordato un altro dato inquietante e poco conosciuto: «Stefano in quei 6 giorni - tra l'arresto e la morte - è entrato in contatto con 150 pubblici ufficiali: nessuno di questi si è posto non solo il problema di compiere un gesto di umanità, ma almeno di fare il proprio dovere», ha raccontato la Cucchi che poi ha confessato: «Mio padre ogni sera riguarda il film, magari spera in un finale diverso». L'ultimo pensiero di Ilaria Cucchi è per la gente che ha sostenuto la loro lunga battaglia per la verità e ha contribuito alla caduta del muro dell'omertà che ha portato alla svolta nelle indagini: «Siamo qui grazie all'opinione pubblica, alla pressione dell occhio vigile delle persone».