16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

«Di Maio era presente, forse lo staff 5Stelle era distratto»

Il testo del decreto fiscale è frutto di una concertazione «alla quale era presente anche Luigi Di Maio» chiarisce il sottosegretario della Lega

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a Porta a Porta
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a Porta a Porta (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Il testo del decreto fiscale è frutto di una concertazione alla quale era presente anche Luigi Di Maio, lo staff del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico «forse era distratto perché un testo non si scrive da solo». In un’intervista al Corriere della Sera, Armando Siri – sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ideologo della Lega – invita gli alleati del Movimento Cinque Stelle a fidarsi di più. «Non c’è nessun maxi condono per gli evasori e comunque tutto è discutibile», precisa nell’intervista, «Ricordo però che il testo del decreto è frutto di una concertazione, avvenuta nel corso di una riunione a Palazzo Chigi».

«Il testo si scrive da solo»
Di Maio era «certamente» presente, aggiunge, e «le cose erano lì. Io ho chiesto più volte che venisse messo all’ordine del giorno il provvedimento per le persone in difficoltà economica, in regola con la dichiarazione. Ma quello che interessa alla Lega purtroppo nel testo non c’è». E rispetto alla «manina» che avrebbe modificato il testo Siri dice che «non so se ci sono state una, due o tre manine. Mi pare paradossale che si possa pensare che, nell’ambito delle stanze del livello istituzionale tra i più alti del Paese, possa avvenire qualcosa di non concordato. Temo più gli equivoci». Pensa anche lui che nello staff di Di Maio abbiano qualche difficoltà di comprensione dei testi? «Più che incomprensione può essere distrazione, io non lo so. Ma non è che il testo si scrive da solo».

Evitare la crisi di governo
Siri prosegue: «Visto che i 5stelle hanno insistito tanto perché ci fosse il contratto di governo, vorrei che fosse rispettato. C’è scritto che avremmo chiuso a saldo e stralcio, grazie alla pace fiscale, la posizione di tutti quei milioni di contribuenti che si trovano in conclamate difficoltà economiche. L’ho ripetuto almeno mille volte, ma evidentemente da un orecchio entra e dall’altro esce». Sarà crisi di governo? «Noi», assicura, «cerchiamo di lavorare fino in fondo per realizzare gli impegni presi con i nostri elettori, nella cornice del contratto di governo. E ci aspettiamo che ci sia la giusta razionalità che si richiede in casi di turbolenza». Di Maio sembra non fidarsi troppo della Lega: «È una diffidenza ingiustificata ed è un peccato» commenta Siri. «Siamo in un momento in cui il Paese e il governo devono essere uniti per potere essere forti, anche di fronte agli interlocutori internazionali».

Conte convoca nuovo Cdm
Intanto il premier Conte ha convocato un nuovo Cdm per sabato, smentendo di fatto Matteo Salvini, che ha replicato: «Ho già impegni». «È nelle prerogative del premier convocare formalmente il Cdm, che però è anche un organo di concertazione politica» spiega ancora Siri. «Mi auguro che da qui a domani ci sia un chiarimento, perché il Paese ha bisogno di stabilità e certezze. Il governo deve essere unito. Noi non siamo alla ricerca di nessun pretesto, vogliamo solo realizzare il nostro programma nell’interesse degli italiani».