20 ottobre 2019
Aggiornato 23:30
Pensioni

I conti di Boeri: «Quanto ci costerà la riforma delle pensioni»

Il presidente dell'Inps parla di un impatto di «140 miliardi in più di spesa nei primi dieci anni». E dalle pensioni d'oro si risparmierebbero solo 150 milioni l'anno

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in una recente immagine d'archivi
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in una recente immagine d'archivi ANSA

ROMA – Le misure sulle pensioni ipotizzate dal governo (quota 100, opzione donna, conferma dell'Ape sociale e mancato adeguamento della speranza di vita) avrebbe un impatto di «140 miliardi in più di spesa nei primi dieci anni». Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione in commissione Lavoro della Camera. Boeri ha sottolineato che nel primo anno ci sarebbe una maggiore spesa stimata in 7 miliardi, con successivi aumenti di 11,5 miliardi nel 2010 e di 17 miliardi nel 2021. Il presidente dell'Inps ha poi sottolineato che da oggi al 2046 i saldi si aggraverebbero di oltre di 400 miliardi di euro. Il debito implicito in un orizzonte più ampio sarebbe però di 100 miliardi con un andamento prima in salita poi in calo.

I guai del condono
Una sanatoria sui contributi previdenziali non versati dai datori di lavoro, ovvero il cosiddetto condono contributivo che dovrebbe essere inserito in manovra, «avrebbe un effetto devastante sui conti dell'Inps. Non abbiamo elementi sufficienti per capire l'impatto di un intervento in questo senso – ha proseguito – ma sicuramente il condono contributivo al contrario di quello fiscale indurrebbe anche un comportamento opportunistico da parte degli evasori sul fatto che prima o poi potrebbe arrivare un altro condono. Solo col parlare di condono contributivo la nostra riscossione è già inferiore a quella attesa». Secondo Boeri, il condono contributivo al contrario di quello fiscale avrebbe un doppio effetto sia sulla raccolta che sulla spesa.

Il taglio non funziona
Quanto al taglio delle pensioni d'oro sopra 4.500 euro (90 mila lordi), produrrebbe risparmi inferiori a 150 milioni di euro l'anno. Il provvedimento riguarderebbe 29 mila pensionati e il taglio medio dell'assegno sarebbe dell'8% con punte fino al 23%. Secondo Boeri il miliardo di risparmi in 3 anni ipotizzato dal governo, dunque, non c'è. «È una domanda da porre a chi propone questa misura», ha detto. Il presidente dell'istituto di previdenza ha aggiunto che abbassando la soglia a 78 mila euro lordi (circa 3.800 netti, si può arrivare a un risparmio di 300 milioni l'anno. Un altro modo per aumentare i risparmi e arrivare a quanto annunciato dall'esecutivo sarebbe il blocco della perequazione per le prestazioni superiori a sei volte il minimo (3 mila euro al mese).