14 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Cronaca

Celle distrutte, fiamme e scontri: è rivolta nel carcere di Sanremo

Il Sappe ricostruisce l'accaduto e denuncia: «Ci sono volute quattro ore di trattative per riportare la situazione alla calma»

Una veduta esterna del carcere di Sanremo presa da Google maps
Una veduta esterna del carcere di Sanremo presa da Google maps ANSA

SANREMO - Detenuti in rivolta. Celle distrutte, oggetti e mobilio, compreso un televisore, gettati contro le sbarre. Bombolette di gas da campeggio incendiate, fiamme, fumo e due agenti intossicati: questo è quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica nel carcere di Sanremo. Il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ricostruisce cosa è accaduto e perché, mentre - «finalmente» - sono partiti i primi trasferimenti di detenuti dal «carcere sovraffollato», anche a causa del crollo del ponte Morandi di Genova. Quindici detenuti, di tre celle della prima sezione (la 11, 12 e 13) hanno dato via alla protesta nelle notte, intorno alle due, spiega Michele Lorenzo, segretario del Sappe Liguria.

Il racconto del Sappe
Le prime avvisaglie di protesta ci sarebbero state durante il giro di terapie, alle 21, quando l’infermiere accompagnato dagli agenti ha iniziato la somministrazione dei vari farmaci ai detenuti. «Le contestazioni ci sono sempre ma questa volta i detenuti avrebbero captato una diminuzione alle loro richieste, a una serie di benefici conquistati impropriamente». Così più tardi, alle due hanno iniziato a lanciare nel corridoio suppellettili, una tv, e bombolette di gas da campeggio accese. «C’erano fuoco, fiamme e fumo, due agenti sono stati ricoverati al pronto soccorso per intossicazione. I detenuti hanno distrutto le loro celle». 

Quattro ore di scontri
«Sono intervenuti tutti gli agenti disponibili, il comandante, il direttore: ci sono volute quattro ore di trattative per riportare la situazione alla calma, quantomeno apparente ma l’allerta è ancora in corso, nonostante il trasferimento di due tra i detenuti più accesi che hanno dato via la protesta», aggiunge il sindacalista spiegando che sono «finalmente» iniziati i primi trasferimenti dei detenuti, che proseguiranno nei prossimi giorni, e non solo di quelli protagonisti della protesta. 

I motivi della protesta
Il motivo della protesta «è in fase di definizione da parte della polizia penitenziaria, ma sembrerebbe dovuta a un cambio nella gestione del carcere, per cui sono stati tolti alcuni benefici che avevano acquisito impropriamente. Benefici non previsti dal regolamento penitenziario, ad esempio la libertà di muoversi nei reparti al di fuori degli orari previsti per la socialità, cambiare cella, allungare l’ora d’aria, fuori, dai turni stabiliti, telefonare arbitrariamente a piacimento». Tutte situazioni «non previste che necessitano comunque di regole, regole che i detenuti non volevano rispettare», sottolinea il segretario del Sappe Liguria, avvertendo: «Il carcere di Sanremo deve cambiare rotta, rivedere la sua organizzazione e le regole, cambiare i vertici».