16 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

Ecco il testo per la riforma della legittima difesa: cosa cambierà

Presentato il 'piano leghista'. Sarà sempre legittima e pene fino a 7 anni per furti e rapine con obbligo di risarcimento. La promessa: «Non sarà far-west»
Deputati del gruppo Lega Nord espongono i fogli con la scritta «La difesa è sempre legittima»
Deputati del gruppo Lega Nord espongono i fogli con la scritta «La difesa è sempre legittima» (ANSA/FABIO FRUSTACI)

ROMA - Dopo tanto discutere, è stato depositato in commissione Giustizia al Senato il testo unificato per la riforma della legittima difesa. Diverse le novità previste: processi più rapidi, spese a carico dello Stato, pene fino a 7 anni di carcere per furti e rapine con obbligo di risarcimento, stop alle richieste di rimborso. A entare nel merito sono stati i leghisti Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia del Senato e relatore del testo, e i sottosegretari alla Giustizia Jacopo Morrone e all'Interno Nicola Molteni.

Cosa cambia con la riforma
La riforma «risponde alle richieste degli italiani e realizza» sottolineano in una nota «gli obiettivi stabiliti dal Contratto di Governo. È nato dopo un percorso di ascolto, che ha avuto come protagoniste le vittime di reato. Nessun far west, nessuna licenza ad armarsi». Prima rivoluzione: la difesa diventa 'sempre' legittima. 

Rimborsi e spese legali
Inoltre le dovute fasi di accertamento e gli eventuali processi saranno più immediati e le spese legali saranno a carico dello Stato: chi si è difeso, non pagherà più per dimostrare la sua innocenza. Seconda rivoluzione: pene più alte, fino a 7 anni di galera, per chi commette furti in abitazione, rapine e violazioni di domicilio, con obbligo di risarcimento dei danni procurati alle vittime. «Stop inoltre alle assurde richieste di rimborso da parte di malviventi e loro parenti. Se rubi, prima restituisci e paghi i danni, altrimenti vai in galera subito. Chi commette un crimine, ora sa cosa rischia. Chi si difende in casa propria, sarà difeso anche dallo Stato. Finalmente».