17 dicembre 2018
Aggiornato 11:18

La rinascita del centrodestra sarà la fine del governo Conte?

Ad accordo raggiunto il Cavaliere è tornato alla carica. Ma l'accordo tra Lega e Movimento 5 stelle tiene. Di Maio: «Salvini alleato leale»

Matteo Salvini e Luigi Di Maio con Giuseppe Conte
Matteo Salvini e Luigi Di Maio con Giuseppe Conte (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA - Al momento sono solo e soltanto speculazioni, un po' giornalistiche, un po' politiche. L'asse di governo tra Lega e Movimento 5 stelle non è a rischio, neanche ora che il centrodestra è tornato unito, con l'accordo raggiunto tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni per correre di nuovo insieme alle prossime elezioni regionali e sul fronte Rai, con Foa tornato prepotentemente in carica per il ruolo di presidente (oggi il Cda Rai ha votato a favore e la palla passerà di nuovo alla Vigilanza). L'accordo tra i tre leader del centrodestra tutto è, quindi, tranne che una «spallata a Conte». A confermarlo è stato Giovanni Toti, governatore della Liguria e già consigliere personale di Sivlio Berlusconi. «Voglio sperare» ha poi precisato «che i grillini non si siano illusi che quello con Salvini fosse un matrimonio d'amore quando invece è solo di necessità».  A suo giudizio, po, «è assolutamente naturale che ci siano consultazioni costanti tra Salvini e la coalizione di centrodestra che è pur sempre alleata in sette regioni e in centinaia di comuni dove si governa insieme». Quanto ai rapporti fra Forza Italia e Lega, «sono da tempo un sostenitore del partito unico - sottolinea - ma ora non ci sono le condizioni».

Per Di Maio «nessun problema»
Ma cosa ne pensa l'alleato di governo del fatto che Matteo Salvini sia tornato 'a casa', nel centrodestra? «Nel contratto di governo c'è la legge anticorruzione, il taglio dei vitalizi, il conflitto di interesse. Tutte cose che hanno fatto venire un coccolone a Berlusconi» e fino ad ora «non ho avuto mai nessuna ragione per pensare che ci fosse in questa coalizione di governo e intorno al contratto qualcuno in mala fede. E dalla mia parte c'è sempre stata lealtà e devo dire anche dalla loro». Questa la netta risposta del vicepremier Luigi Di Maio, in un'intervista a Radio anch'io, a chi chiede se si fida ancora di Matteo Salvini. Quanto ai movimenti all'interno del centrodestra, Di Maio afferma di ritenere che quanto sta accadendo «debba preoccupare il centrodestra» perché questa «situazione già la conoscevamo, cioè che Salvini si presenta nelle regioni con il centrodestra». Poi «è chiaro che due partiti come Forza Italia e Fratelli d'Italia, che insieme non fanno più neanche il 10%, sentano il bisogno di restare legati a Salvini».

L'incontro di Palazzo Grazioli 
Alla fine, in ossequio alla vecchia abitudine di una politica che forse non c'è più, lo hanno ribatezzato 'il patto del babà', scherzando sul dolce oversize che il padrone di casa ha offerto al termine di un pranzo a base di timballo di melanzane e brasato. L'incontro è durato anche più del dovuto visto che il leader della Lega, nelle vesti anche di vicepremier e ministro dell'Interno, per oltre un'ora si è assentato per effettuare una telefonata con l'omologo tedesco e riunire i suoi, in una pertinenza del Viminale che affaccia sulla stessa piazza Grazioli, per discutere di manovra. Il comunicato congiunto alla fine parla di centrodestra «unito», pronto a presentare candidati comuni in tutte le 7 Regioni in cui si voterà da qui alla fine del 2019. In particolare, in Abruzzo potrebbe esserci un candidato di Fdi, mentre la Lega rivendica la Sardegna, anche se in ballo c'è pure il Piemonte. Nella dichiarazione finale c'è poi un passaggio che riguarda la manovra, un sostanziale impegno a sostenere le misure presenti nel programma di centrodestra. Di fatto, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno garantito a Salvini i loro voti sulla flat tax, mentre hanno bocciato il reddito di cittadinanza.

Per Berlusconi, però, il governo cadrà
Ma è sul tema della durata del governo che, al termine del vertice, Berlusconi ha voluto fare con i giornalisti il suo 'pronostico'. «Sono sicuro» sostiene «che in un futuro non lontano il centrodestra tornerà al governo e alla guida del paese, per la fortuna dell'Italia e degli italiani, che usciranno abbastanza presto dall'ubriacatura che si sono presi nei confronti dei Cinque stelle». Una previsione che però dalla Lega si affrettano a smentire. L'intesa - fanno sapere - vale soltanto per le Regionali, mentre a palazzo Chigi regge il patto con il M5s. Aggiunge Giancarlo Giorgetti: «Il Governo Lega-5Stelle lavorerà, e bene, per tutti i cinque anni previsti, rispettando punto per punto il contratto di governo e la voglia di cambiamento degli italiani».