18 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Genova

Ponte Morandi, sul blog di Grillo il progetto "alternativo" che non piace a Toti

Sul blog di Beppe Grillo spunta un progetto alternativo per il nuovo ponte di Genova, ma Toti lo blocca subito: c'è già quello di Renzo Piano

GENOVA - Toti contro Grillo, verrebbe da dire. «Non ho visto e non so da dove provenga il progetto del nuovo ponte pubblicato sul blog di Beppe Grillo. Con il sindaco Bucci stiamo portando avanti assieme all’architetto Piano un progetto che mi sembra largamente condiviso e molto bello. Penso che debba andare avanti quello». Così il governatore della Liguria Giovanni Toti, rispondendo alla domanda di un giornalista sul progetto alternativo per il nuovo ponte di Genova dell’architetto Stefano Giavazzi pubblicato sul blog di Beppe Grillo. Peccato però che Toti, per sua stessa ammissione, il progetto "alternativo" non l'abbia neanche visto. Il progetto, illustrato dall’architetto bergamasco in un video, non prevede il semplice rifacimento del viadotto ma «un semplice, e non banale, sistema di riqualificazione dell’area, di messa in sicurezza immediata senza demolire, con estrema flessibilità strutturale e dispositiva, oggi e nel futuro, mediante una «macchina dell’abitare» che produce energia". 

Il progetto di Giavazzi
L'idea è di realizzare la struttura attraverso un modulo reticolare prefabbricato in acciaio, un cubo preassemblato che ingabbi la struttura esistente che non dovrebbe essere demolita, spiega il progettista. «La nuova infrastruttura - spiega l'architetto - non si sostituisce banalmente alla precedente, ma rilancia definendosi come un servizio integrato per essere abitato, vissuto, percorso per produrre energia e definire un ruolo senza gli spazi indefiniti tipici dei sottoponti. Le strade concepite per il mero trasporto sono ormai cosa vecchia, è ora che si inizi a pensare con sistemi integrati per le nostre aree urbane, chi meglio del caso di Genova, ne hanno estremo bisogno». Basta con questi "serpenti autoreferenziali destinati alla velocità, ora occorre progettare con lo sguardo rivolto al futuro. Basta formalismi: basta chiglie, vele, pennacchi, ingegneria autocelebrativa servono luoghi dell'abitare, del fare, della memoria, reali, da vivere e che producano energia senza occupare nuovo suolo ma utilizzano quanto già fatto».

«Un nuovo pezzo di città orizzontale
Secondo Giavazzi si tratta di creare «un nuovo pezzo di città orizzontale, il tutto senza demolire nulla e si potrebbe iniziare subito a farlo» realizzando «addirittura una stazione passante» e a suo dire «basta la voglia e il coraggio» perché il progetto diventi realtà. Un'ipotesi definita sul blog di Grillo "a dir poco geniale». I pregi della proposta, secondo l'architetto, riguardano 10mila metri quadri di pannelli solari, 16 mega watt di potenza che produce energia per 6mila famiglie, 65 mila metri quadrati di superficie a disposizione per piano da destinare ad attività commerciali, tempo libero e sviluppo tecnologico, una sede stradale a sei corsie, una nuova via pedonale panoramica e piste ciclabili: un "nuovo pezzo di città orizzontale".

Toti: "Con il benaltrismo stiamo qua 10 anni"
Ma a Toti il nuovo progetto proprio non va giù: "Se, oltre che a decidere chi deve costruire il ponte, da che parte si comincia e se si demolisce in un modo o in un altro, ci mettiamo anche a fare un concorso per come lo costruiamo, chi fa il disegno e come si sistemerà sotto, penso che i genovesi vedranno il ponte tra una decina di anni». Il progetto c'è già ed è uno solo, ribadisce Toti: quello di Renzo Piano. «Abbiamo un bel progetto e delle imprese che possono realizzarlo. Facciamo una cosa alla volta: demolire il ponte, partire con la ricostruzione e indennizzare le persone che devono lasciare le case. Se ci diamo una road map serrata e seria, con compiti precisi - ha affermato ancora il governatore ligure - penso che riusciremo a fare le cose rapidamente. Se invece abbiamo obiettivi molto velleitari e decidiamo di allargare il campo sempre di più come si fa in Italia o ci lasciamo andare al benaltrismo che è sport nazionale, penso che tra 10 anni saremo ancora qui a ragionare sul ponte e a vedere quei due tronconi».