23 settembre 2018
Aggiornato 04:30

11.36: Genova si ferma a un mese esatto dalla tragedia del ponte Morandi

Un momento di raccoglimento accompagnato dal fischio dei treni fermi e dal suono delle campane delle chiese e delle sirene del porto

GENOVA - A un mese esatto dalla tragedia del ponte Morandi, Genova alle 11.36 si è fermata per ricordare le 43 vittime del crollo con un minuto di silenzio, annunciato da avvisi nelle stazioni. Un momento di raccoglimento accompagnato dal fischio dei treni fermi e dal suono delle campane delle chiese e delle sirene del porto. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, il Prefetto Fiamma Spena e monsignor Nicolò Anselmi, vicario del Cardinale Angelo Bagnasco, hanno osservato il minuto di silenzio nei pressi della zona rossa, quella più colpita dal crollo. Qui, rivolti verso il ponte una rappresentanza dei famigliari delle vittime, ha portato alcuni mazzi di fiori. Alle 17.30 è in previsto un ulteriore momento di ricordo e celebrazione, in piazza De Ferrari, al quale è atteso anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Comincerà con la lettura dei nomi delle vittime da parte dell’attore genovese Tullio Solenghi accompagnato dagli archi dell’orchestra del teatro Carlo Felice. Proseguirà con alcune testimonianze di vigili del fuoco, agenti, volontari e sfollati. Sarà seguito da una lettura dell’attore genovese Luca Bizzarri e dagli interventi di Toti e Bucci.

Il messaggio di Mattarella
«La città di Genova è stata colpita da una tragedia inaccettabile. L’immagine che Genova ha dato di sé – e che rimane impressa nei nostri ricordi – in quei giorni di lutto e di smarrimento, non è stata soltanto di profondo dolore, ma anche di grande solidarietà e di forza d’animo». Così scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un intervento sul quotidiano La Stampa. «Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione», prosegue Mattarella. «Quella stessa solidarietà, alta, responsabile, coraggiosa, disinteressata, che ha caratterizzato i genovesi e i soccorritori – che ringrazio ancora, dai Vigili del fuoco al personale degli ospedali – è la chiave di volta per superare la condizione che si è creata».

«Serve un impegno collettivo»
C'è bisogno di energia, idee, collaborazione, sostegno, dice il capo dello Stato. Serve un «impegno collettivo, nazionale e locale, pubblico e privato». Ricostruire è un «dovere». Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. E bisogna farlo «in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza». Con unità di intenti e visione lungimirante. Partendo dal ricordo delle vittime, dai bisogni primari di quei cittadini che hanno perso tutto. «E accompagnando via via la ripartenza con provvedimenti che sostengano l’impegno dei cittadini, delle imprese, del mondo del commercio e dell’economia. Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti» conclude Mattarella.