19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Vaccini, Giorgia Meloni al governo: «Serve umiltà. Affidatevi alla scienza»

La presidente di Fratelli d'Italia su Facebook si rivolge al ministro della Sanità: «Tornare indietro sarebbe un grave errore». E Forza Italia si appella ai sindaci
Giorgia Meloni con la figlia
Giorgia Meloni con la figlia (Facebook/Meloni)

ROMA - «Occorre avere l'umiltà di affidarsi alla comunità scientifica su un tema come i vaccini. Per questo penso che tornare indietro sarebbe un errore. È una questione che non va affrontata a livello ideologico: lasciamo stabilire a chi ha competenze quali siano i vaccini necessari e obbligatori e quali no». Con questo breve ma chiaro messaggio scritto su Facebook Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, interviene - «da mamma» - sul tema più caldo del momento: quello dei vaccini. E lo fa criticando l'impostazione del ministro Giulia Grillo e sul ruolo che la politica sta giocando su un tema tanto delicato. E per questo auspica un passo indietro, sì, ma della politica. A favore della scienza.

Anche Forza Italia chiede un passo indietro
«Il Governo faccia immediatamente un passo indietro su una vicenda estremamente delicata come quella della obbligatorietà delle vaccinazioni. L'aver voluto dare ascolto ad una fetta estremamente marginale della popolazione italiana ha indotto in errore il Ministro Grillo e l'intero Esecutivo. Su questa materia non si può scherzare e quindi non saranno tollerati ulteriori ritardi». Questa la richiesta del deputato di Forza Italia Mauro D'Attis.

«Se si continua così, decideranno i sindaci»
«Se il Governo - ha aggiunto D'Attis - continuerà a sostenere questa posizione, saranno i sindaci, in quanto autorità sanitarie dei rispettivi territori, a stabilire la obbligatorietà dei vaccini. Un plauso in tal senso va rivolto al primo cittadino di Maruggio, Alfredo Longo, il quale ha emesso una ordinanza con cui stabilisce il divieto» nel prossimo anno scolastico «ad accedere a scuole pubbliche senza le vaccinazioni, per la fascia di età da 0 a 6 anni. Per fortuna, in questo Paese c'è ancora tanta gente che ragiona, soprattutto in postazioni di frontiera come quelle dei sindaci».