23 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Vaccini, la rivolta dei presidi: senza certificato dell'Asl niente scuola

La decisione dell'Anp dopo l'incontro al ministero della Salute. «No alle classi differenziali in cui inserire bambini immunodepressi»
Una piccola paziente viene vaccinata da una dottoressa della ASL 1 di Napoli, 4 Settembre 2017
Una piccola paziente viene vaccinata da una dottoressa della ASL 1 di Napoli, 4 Settembre 2017 (ANSA/ CIRO FUSCO)

ROMA - Una polemica che, inevitabilmente, va ben oltre lo scontro politico. In piena bagarre sulla questione dei vaccini è arrivata la chiara presa di posizione dei presidi: i bambini potranno andare a scuola, a settembre, solo dopo la presentazione del certificato dell'Asl. E niente classi differenziali per gli alunni vaccinati in cui inserire bambini immunodepressi. La posizione dell'Anp - Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola - è arrivata dopo l'incontro di ieri al ministero della Salute nel quale si è parlato dell'ancora paventato slittamento degli obblighi vaccinali e della conseguente ricaduta sulle scuole.

L'incontro al ministero
Il Presidente dell'Anp Antonello Giannelli, si legge in una nota della stessa Anp, ha fatto presente alla delegazione del ministero presieduta dal Capo di Gabinetto Alfonso Celotto «quello che tutti i colleghi già sanno» e cioè che «essi sono dirigenti dello Stato e Pubblici Ufficiali tenuti a rispettare e a far rispettare la Costituzione, le leggi e i principi di base dell'ordinamento». E che inoltre, «per costante giurisprudenza della Cassazione Penale, essi sono anche titolari di posizioni di garanzia dell'incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici». Quindi «se il decreto Lorenzin fosse modificato nel senso ipotizzato dal governo, la presenza di bambini non vaccinati nelle scuole relative alla fascia di età 0-6 anni metterebbe a rischio la salute dei bambini che non si possono vaccinare e di quelli le cui difese immunitarie sono indebolite anche temporaneamente, a seguito di patologie varie».

No alle classi differenziali
Sulla possibilità di classi «differenziali», composte dai soli bambini vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi, «è stato ribadito il netto dissenso dell'ANP, sia perché si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, legato alla composizione delle classi ed alla regola della continuità, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni (mensa, palestra, bagni) e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto alla incolumità».

Il rischio contagio a scuola
Antonello Giannelli ha sottolineato, infatti, che «l'ambiente scolastico è di gran lunga quello più favorevole alla diffusione dei contagi per le caratteristiche dei soggetti presenti, per la loro elevata relazionalità sociale - costituente proprio uno degli obiettivi della scuola stessa - e per le caratteristiche degli ambienti: relativamente poco voluminosi, spesso molto riscaldati e con basso ricambio di aria». Il Presidente dell'Anp ha infine evidenziato che stanno circolando «evidenti travisamenti delle modalità di ricorso allo strumento dell'autocertificazione, peraltro non utilizzabile in campo sanitario se non a seguito di espressa previsione legislativa». Questo rischia, da un lato, «di aumentare il carico di lavoro dei dirigenti scolastici, costretti a controllare la veridicità delle dichiarazioni e a denunciarne gli autori in caso di falso» e, dall'altro, «di indurre molti genitori a rilasciare con leggerezza dichiarazioni delle quali potrebbero poi dover rispondere all'autorità giudiziaria penale».