17 settembre 2019
Aggiornato 23:30
Il caso

La sinistra chiede le dimissioni di Fontana: «Nazifascismo non è un'idea ma un crimine»

Dall'Anpi all'Unione delle Comunità Ebraiche fino all'Arcigay. Dal Pd a LeU. «Questo è il governo dell'odio. Ed è sempre più pericoloso»

La manifestazione contro razzismo e fascismo. Roma, 24 febbraio 2018
La manifestazione contro razzismo e fascismo. Roma, 24 febbraio 2018 ANSA

ROMA - «Chiedo con forza le immediate dimissioni del Ministro Fontana. Le sue dichiarazioni violano gravemente la Costituzione della Repubblica». Carla Nespolo, presidente nazionale dell'Anpi, è la prima a chiedere la testa dell'esponente leghista che ha proposto l'abrogazione della legge Mancino. «Altro che abrogare la legge Mancino. Da abrogare è il ministro Fontana. E con lui il governo dell'odio, sempre più pericoloso per gli italiani» ribadisce su Twitter il segretario del Pd Maurizio Martina. La sinistra italiana si compatta, così, intorno alla difesa della legge Mancino e ha trovato in Lorenzo Fontana il nemico numero uno. Ma la polemica va ben oltre gli schieramenti politici. A insorgere è stata anche l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che, tramite la presidente Noemi Di Segni chiede «al Presidente del Consiglio Conte se la proposta di abrogazione della Legge Mancino lanciata dal ministro Fontana, ministro per la famiglia e le disabilità, corrisponde a un progetto del Governo italiano che dirige». 

«Antifascismo valore da rafforzare»
Per Noemi Di Segni quelle di Fontana sono «oparole che offendono profondamente quanto si è inteso difendere a seguito di gravissimi episodi neonazisti e neofascisti e di grave recrudescenza negli Anni Ottanta, e peraltro ribaditi dalla decisione comunitaria che focalizza i medesimi atti di odio, approvata anche dal nostro Paese. Nella Repubblica italiana fondata sull'antifascismo e sulla negazione dell'odio e di ogni forma di razzismo questi presidi normativi vanno semmai rafforzati e da tutti difesi, senza al contrario alimentare ulteriori paure e rancori sociali».

Boldrini: «Nazifascismo non è un'idea ma un crimine»
«'Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano'. Quello che parla» l'attacco della deputata di LeU, Laura Boldrini, «non è un troll filorusso ma il Ministro della Famiglia della Repubblica italiana, Fontana. Lo dice davvero, di abolire la normativa contro chi diffonde l'odio razziale e l'ideologia nazifascista. Lo scrive su Facebook, del resto questo governo riesce ad a esprimersi solo con tweet e post e certe cose non avrebbe il coraggio di venirle a dire in Parlamento Perché il nazifascismo non è un'idea, come dice Salvini, ma un crimine. La sparano ogni giorno più grossa per distogliere l'attenzione dagli impegni che hanno assunto con gli elettori».

Arcigay: «La proposta di Fontana è eversiva»
«Non possiamo che prendere atto, esasperati, che la propaganda del ministro Fontana prosegue indisturbata». Così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta le dichiarazioni del ministro per la Famiglia e le Disabilità sull'abolizione della legge Mancino. «L'attacco odierno all'unica legge che punisce i crimini e le parole d'odio e che realizza lo spirito antifascista della nostra Costituzione, ha dell'eversivo. La legge Mancino non solo non va abolita, ma va da un lato estesa all'omotransfobia, dall'altro resa ancora più efficace e applicata, specie in questi anni in cui si moltiplicano i rigurgiti xenofobi e fascisti, in cui si spara allo straniero e si inviano proiettili perfino via posta elettronica, per intimidire chi dà voce all'antifascismo. Parlare di abolizione, proprio ora, vuol dire soffiare sul fuoco del conflitto sociale, legittimare i violenti, aizzarli fino in fondo. Questa incoscienza ci allarma e ci lascia impietriti».